Secondo un articolo pubblicato su World Journal of Clinical Oncology nel 2026, l’obesità si conferma un fattore di rischio rilevante per lo sviluppo del tumore del colon-retto (CRC). La revisione sistematica con meta-analisi, condotta da ricercatori australiani, conferma come un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30 kg/m² sia associato a un aumento significativo del rischio.
I dati evidenziano un’associazione in entrambi i sessi, con differenze rilevanti: il rischio risulta più elevato negli uomini rispetto alle donne. L’analisi ha incluso 83.506 uomini e 152.043 donne provenienti dagli studi considerati. Negli uomini, l’aumento relativo del rischio di sviluppare CRC rispetto ai soggetti con BMI nella norma è risultato pari al 71% (HR 1,71; IC 95%: 1,44–2,02), mentre nelle donne l’incremento è stato del 26% (HR 1,26; IC 95%: 1,03–1,53).
Anche gli studi inclusi nella sintesi qualitativa hanno confermato in modo coerente l’associazione tra obesità e rischio di CRC. Secondo gli autori, l’obesità, definita da un BMI =30 kg/m², è associata a un aumento significativo del rischio di questa neoplasia rispetto ai soggetti normopeso.
Per la pratica clinica, i risultati rafforzano l’importanza del controllo del peso non solo come obiettivo metabolico, ma anche come strategia di prevenzione oncologica primaria. L’obesità rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio modificabili, e un intervento precoce nei soggetti con BMI elevato può contribuire a ridurre l’incidenza del tumore del colon-retto.
World journal of clinical oncology, 17(1), 112369. https://doi.org/10.5306/wjco.v17.i1.112369





