In Etiopia, l’adesione allo screening per il carcinoma prostatico resta limitata e caratterizzata da marcate differenze regionali. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su BMC Cancer nel 2026 ha stimato una prevalenza complessiva dello screening pari al 30,37% (IC 95%: 20,49–40,25), con elevata eterogeneità tra gli studi (I² = 96,7%; p < 0,001).
Il dato aggregato riflette realtà territoriali molto diverse: la prevalenza più alta è stata osservata a Wolaita Sodo (63,08%), seguita dalla regione Amhara (47,97%), mentre il valore più basso è stato registrato nell’Etiopia centrale (7,19%).
L’analisi ha identificato diversi fattori associati a una maggiore probabilità di accesso allo screening: reddito medio mensile =5.000 ETB (AOR = 3,80), età superiore a 45 anni (AOR = 3,53), familiarità per carcinoma prostatico (AOR = 3,87), controlli medici regolari (AOR = 3,65), conoscenza delle procedure di screening (AOR = 3,36) e precedente esposizione a informazioni sul carcinoma prostatico (AOR = 3,15).
Nel complesso, i risultati indicano che l’adesione allo screening è influenzata da fattori socioeconomici, alfabetizzazione sanitaria, percezione del rischio e accesso ai servizi. Gli autori sottolineano la necessità di interventi di sanità pubblica mirati, capaci di migliorare la consapevolezza, ridurre le barriere di accesso e rafforzare lo screening nei gruppi a maggiore rischio.
Ulteriori studi longitudinali e con metodi misti saranno necessari per comprendere meglio i fattori comportamentali, culturali e sistemici che condizionano la partecipazione allo screening in Etiopia.
BMC cancer, 26(1), 196. https://doi.org/10.1186/s12885-025-15480-3





