Una network meta-analisi pubblicata su Journal of Gastrointestinal Surgery ha valutato l’impatto dell’esercizio fisico sulla qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) e sui sintomi nei sopravvissuti al cancro colorettale, evidenziando un effetto favorevole degli interventi strutturati.
L’analisi ha incluso 22 trial clinici randomizzati per un totale di 1.676 partecipanti e ha confrontato diverse modalità di intervento, tra cui esercizio aerobico (AE), allenamento di resistenza (RT), programmi combinati (AE+RT), yoga, qigong e tai chi.
Nel complesso, l’esercizio fisico è risultato associato a miglioramenti statisticamente significativi nei principali outcome: qualità della vita (SMD 0,48), fatigue (SMD -0,44), depressione (SMD -0,29) e ansia (SMD -0,29), con effetti di entità da moderata a piccola-moderata.
Nell’analisi di network, l’allenamento di resistenza ha mostrato la probabilità più elevata di essere l’intervento più efficace per il miglioramento della qualità della vita globale (SUCRA 91,8%), mentre i programmi combinati aerobico-resistenza hanno mostrato la probabilità più alta di ridurre fatigue, depressione e ansia (SUCRA 81,7%–82,4%).
L’analisi dei sottogruppi ha identificato un range di intervento associato ai maggiori benefici: programmi a intensità moderata (3–5,9 MET), supervisionati o tele-supervisionati, con sessioni di 30–60 minuti, 3–4 volte a settimana, per una durata compresa tra 9 e 23 settimane.
Nel complesso, questi risultati suggeriscono che l’esercizio fisico strutturato rappresenti un intervento non farmacologico rilevante nel percorso di recupero dei sopravvissuti al cancro colorettale, con benefici sulla qualità della vita e su diversi outcome psicosociali.
Journal of gastrointestinal surgery : official journal of the Society for Surgery of the Alimentary Tract, 30(3), 102320. https://doi.org/10.1016/j.gassur.2026.102320





