L’uso prolungato degli antagonisti dei recettori dei leucotrieni, LTRA, nei pazienti con asma è associato a una riduzione del rischio complessivo di cancro, con un segnale più evidente per i tumori urologici. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids, che ha valutato il possibile impatto oncologico di questa classe di farmaci nella popolazione asmatica.
Gli autori hanno incluso 5 studi, per un totale di 281.420 individui, di cui 128.188 utilizzatori di LTRA. L’obiettivo era valutare se l’impiego di questi farmaci, comunemente utilizzati nel trattamento dell’asma, fosse associato a una diversa incidenza di tumori rispetto ai non utilizzatori.
L’analisi complessiva ha mostrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di cancro nei pazienti trattati con LTRA, con HR 0,60, IC 95% 0,40-0,89 e p=0,011. Il segnale favorevole è risultato presente sia nei soggetti di età inferiore ai 65 anni, con HR 0,8729, IC 95% 0,8479-0,8985 e p<0,001, sia nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, con HR 0,7510, IC 95% 0,7110-0,7933 e p<0,001.
Per sede tumorale, il dato più consistente riguarda i tumori urologici, per i quali l’uso di LTRA è risultato associato a un rischio ridotto, con HR 0,91, IC 95% 0,8593-0,98 e p=0,014.
Non sono invece emerse associazioni statisticamente significative per altre neoplasie considerate singolarmente, tra cui tumore del polmone, cerebrale, mammario, colorettale, gastrico, epatico, pancreatico e cutaneo.
Il risultato è interessante perché si inserisce nel razionale biologico del pathway dei leucotrieni, coinvolto nei processi infiammatori e potenzialmente rilevante anche in alcuni meccanismi di tumorigenesi. Tuttavia, il dato deve essere interpretato con cautela: la meta-analisi include un numero limitato di studi e non consente di stabilire un rapporto causale diretto tra LTRA e riduzione del rischio oncologico.
Per questo, non è corretto presentare gli antagonisti dei leucotrieni come farmaci “scudo” o come strumenti di prevenzione oncologica. Il messaggio più appropriato è che, nei pazienti asmatici, l’uso prolungato di LTRA appare associato a un minor rischio complessivo di cancro, soprattutto urologico, senza segnali di aumento del rischio oncologico nelle sedi analizzate.
Gli autori concludono che questi dati supportano la sicurezza oncologica degli LTRA e suggeriscono un possibile effetto chemiopreventivo da approfondire. Saranno però necessari ulteriori studi clinici e osservazionali di maggiore ampiezza, con controllo accurato dei fattori confondenti, per chiarire se l’associazione osservata rifletta un reale effetto protettivo.
Fonte: Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids, 2026;209:102732. DOI: 10.1016/j.plefa.2026.102732.





