Quotidiano Oncologia

Enzalutamide: beneficio di sopravvivenza a 5 anni nello studio ARCHES

20 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

L’analisi post hoc a 5 anni dello studio ARCHES conferma il beneficio a lungo termine di enzalutamide in combinazione con terapia di deprivazione androgenica nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico sensibile agli ormoni, mHSPC. I risultati, pubblicati su European Urology, rafforzano le evidenze già emerse nelle precedenti analisi dello studio su sopravvivenza libera da progressione radiografica e sopravvivenza globale.

ARCHES ha arruolato 1.150 pazienti con mHSPC, randomizzati a ricevere enzalutamide oppure placebo, entrambi in associazione ad androgen deprivation therapy. Il primo paziente è stato randomizzato il 21 marzo 2016. Dopo l’analisi primaria, lo studio è stato aperto in chiaro il 10 dicembre 2018; successivamente, il 65% dei pazienti inizialmente assegnati a enzalutamide e il 32% di quelli assegnati a placebo hanno proseguito nella fase di estensione open-label.

Con un follow-up mediano di 61,4 mesi, la probabilità di sopravvivenza a 5 anni è risultata pari al 66% nel gruppo enzalutamide rispetto al 53% nel gruppo placebo. La mediana di sopravvivenza globale non è stata raggiunta in nessuno dei due bracci.

Enzalutamide ha ridotto il rischio di morte del 30% rispetto al placebo, con HR 0,70 (IC 95%: 0,58-0,85; p<ivenza a 5 anni è risultata pari al 66% nel gruppo enzalutamide rispetto al 53% nel gruppo placebo. La mediana di sopravvivenza globale non è stata raggiunta in nessuno dei due bracci.

En0,001). L’HR aggiustato è risultato pari a 0,64 (IC 95%: 0,51-0,75). Nei pazienti con malattia ad alto volume, il trattamento con enzalutamide è stato associato a un prolungamento della sopravvivenza di 36 mesi rispetto al placebo, con HR 0,70 (IC 95%: 0,56-0,88).

Il beneficio è risultato coerente in diversi sottogruppi clinici, contribuendo a consolidare il ruolo di enzalutamide più ADT come opzione terapeutica di riferimento nel mHSPC. Il profilo di sicurezza non ha mostrato nuovi segnali rispetto alle analisi precedenti, confermando la stabilità della tollerabilità nel lungo periodo.

Il dato va comunque interpretato nel corretto contesto metodologico. Questa analisi a 5 anni è post hoc e non protetta per alfa; di conseguenza, il p value relativo alla sopravvivenza globale ha valore nominale e deve essere letto con prudenza.

Nel complesso, i risultati di ARCHES forniscono evidenze durature a supporto dell’impiego di enzalutamide in combinazione con ADT nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico sensibile agli ormoni. Il beneficio di sopravvivenza a 5 anni, l’assenza di nuovi segnali di sicurezza e la coerenza nei sottogrupi rafforzano il razionale clinico dell’intensificazione terapeutica precoce in questa popolazione.

Fonte: European Urology, 2026;89:396-403. DOI: 10.1016/j.eururo.2025.12.021.