Quotidiano Oncologia

Perdita di peso preoperatoria associata a meno complicanze nella chirurgia oncologica gastrointestinale

22 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

La perdita di peso preoperatoria intenzionale nei pazienti con obesità candidati a chirurgia per tumori gastrointestinali appare fattibile, sicura e associata a una riduzione delle complicanze postoperatorie. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul Journal of Gastrointestinal Cancer, che ha valutato il ruolo dei programmi strutturati di dimagrimento prima della resezione oncologica.

L’analisi ha incluso 8 studi osservazionali, per un totale di 532 pazienti adulti con obesità, definita da BMI =30 kg/m², sottoposti a chirurgia per tumori gastrointestinali. Gli outcome primari erano la fattibilità degli interventi di perdita di peso e il tasso complessivo di complicanze postoperatorie. Gli outcome secondari includevano deiscenza anastomotica, tempo operatorio, eventi avversi, composizione corporea e possibili ritardi alla chirurgia.

L’analisi aggregata ha mostrato una riduzione significativa delle complicanze complessive nei pazienti sottoposti a interventi di perdita di peso preoperatoria, con OR 0,37 (IC 95%: 0,16-0,85). Anche il rischio di deiscenza anastomotica è risultato inferiore, con OR 0,26 (IC 95%: 0,12-0,60).

Sul piano della fattibilità, i programmi hanno mostrato tassi di completamento elevati, pari o superiori al 96,9%. Non sono stati riportati ritardi nell’esecuzione della chirurgia né eventi avversi attribuiti direttamente al percorso di dimagrimento.

Nei lavori che hanno valutato la composizione corporea, la massa muscolare scheletrica e i parametri nutrizionali sono rimasti stabili. Questo dato è rilevante perché, nei pazienti oncologici, la perdita di peso preoperatoria deve evitare il rischio di peggiorare sarcopenia, malnutrizione o fragilità, soprattutto in prossimità dell’intervento chirurgico.

Nel complesso, i risultati suggeriscono che un programma intenzionale e monitorato di perdita di peso possa rappresentare una strategia di ottimizzazione preoperatoria nei pazienti con obesità sottoposti a resezioni per tumori gastrointestinali. Il possibile beneficio riguarda soprattutto la riduzione del rischio chirurgico, in particolare delle complicanze complessive e della deiscenza anastomotica.

La finestra della terapia neoadiuvante potrebbe rappresentare un momento utile per integrare questi interventi, purché il percorso sia supervisionato da un team multidisciplinare e non comporti ritardi nel trattamento oncologico.

La conclusione, tuttavia, deve restare prudente. Le evidenze derivano da studi osservazionali, con popolazioni e protocolli eterogenei, e non consentono di dimostrare in modo definitivo un rapporto causale tra dimagrimento preoperatorio e riduzione delle complicanze. Inoltre, resta da chiarire quale sia il grado ottimale di perdita di peso, quali interventi siano più efficaci e quali pazienti possano beneficiarne maggiormente.

Gli autori sottolineano la necessità di studi prospettici più ampi per definire protocolli standardizzati, tempistiche, criteri di selezione e sicurezza oncologica. Il messaggio pratico è chiaro: nei pazienti con obesità candidati a chirurgia oncologica gastrointestinale, la perdita di peso preoperatoria può essere una strategia promettente di preabilitazione, ma deve essere pianificata con attenzione per non compromettere stato nutrizionale, massa muscolare e tempestività della cura.

Fonte: Journal of Gastrointestinal Cancer, 2026;57:31. DOI: 10.1007/s12029-026-01405-1.