Il supporto nutrizionale è strettamente collegato alla funzione orale e alla continuità dei trattamenti nei pazienti con tumori testa-collo sottoposti a radioterapia o chemioradioterapia. Lo indica una revisione sistematica pubblicata su BMC Oral Health, che ha valutato l’impatto di diverse strategie nutrizionali sugli outcome orali, sulla tolleranza alle cure e sulla capacità di completare il percorso terapeutico.
La revisione ha incluso 31 studi condotti su pazienti adulti con carcinoma della testa e del collo che necessitavano di supporto nutrizionale durante radioterapia o chemioradioterapia. Gli autori hanno analizzato interventi come supplementi nutrizionali orali, gastrostomia endoscopica percutanea, PEG, e alimentazione tramite sondino nasogastrico, NGT.
Il problema clinico è rilevante: la malnutrizione interessa il 30-50% dei pazienti già alla diagnosi e può arrivare fino al 90% durante il trattamento. Nei tumori testa-collo, radioterapia e chemioradioterapia possono compromettere alimentazione, deglutizione, mucosa orale e apporto nutrizionale, con ricadute dirette sulla tolleranza alle cure.
Tra gli outcome più rilevanti correlati alla salute orale, la revisione ha identificato mucosite, disfagia e riduzione dell’assunzione orale. Queste complicanze restano frequenti e clinicamente significative anche quando vengono adottate misure di supporto nutrizionale.
L’uso precoce di supplementi nutrizionali orali è risultato associato a un minor numero di interruzioni del trattamento, soprattutto quando viene utilizzato prima di un’eventuale escalation verso la nutrizione enterale. Questo suggerisce che un intervento nutrizionale tempestivo possa contribuire a mantenere la continuità terapeutica nei pazienti a rischio.
Per quanto riguarda la PEG profilattica, gli studi disponibili indicano un’associazione con minore perdita di peso, riduzione dei ricoveri non programmati e tassi più elevati di completamento del trattamento. Tuttavia, gli autori sottolineano che queste evidenze derivano in larga parte da studi osservazionali e devono quindi essere interpretate con prudenza.
Il sondino nasogastrico è risultato associato a un minor tasso di complicanze legate al dispositivo e a una minore dipendenza a lungo termine. Tuttavia, l’eterogeneità degli studi e la predominanza di evidenze focalizzate sulla PEG impediscono un confronto diretto conclusivo tra i due approcci enterali.
Nel complesso, la revisione suggerisce che le strategie nutrizionali proattive possano migliorare la continuità delle cure nei pazienti ad alto rischio, ma non permette ancora di stabilire quale sia l’approccio enterale ottimale. La scelta tra supplementi orali, PEG e NGT deve quindi essere personalizzata in base a stato nutrizionale, sede del tumore, rischio di disfagia, intensità del trattamento, preferenze del paziente e organizzazione del centro.
Il messaggio pratico è che la nutrizione non va considerata un supporto accessorio, ma una componente integrata del percorso radioterapico nei tumori testa-collo. Intervenire precocemente può aiutare a prevenire perdita di peso, interruzioni del trattamento e peggioramento della funzione orale.
Gli autori sottolineano infine la necessità di trial randomizzati di alta qualità, capaci di integrare sistematicamente outcome di salute orale, parametri nutrizionali, completamento delle cure e qualità di vita. Solo studi comparativi più solidi potranno definire protocolli nutrizionali realmente basati sulle evidenze e applicabili nella pratica clinica.
Fonte: BMC Oral Health, 2026;26:1029. DOI: 10.1186/s12903-02608352-0.





