Nel carcinoma mammario triplo negativo, TNBC, un vaccino peptidico diretto contro il recettore dell’acido folico alfa, FRa, si è dimostrato ben tollerato e capace di indurre una risposta immunitaria robusta anche a dose ridotta. Lo indica uno studio clinico randomizzato di fase II pubblicato su Clinical Cancer Research, che ha valutato sicurezza e immunogenicità di due dosaggi del vaccino, con o senza pretrattamento con ciclofosfamide.
Il razionale dello studio nasce da una precedente sperimentazione di fase I, nella quale il vaccino anti-FRa somministrato insieme a ciclofosfamide aveva mostrato un buon profilo di sicurezza e immunogenicità. L’obiettivo della fase II era semplificare la strategia vaccinale, verificando se una dose più bassa e l’eliminazione del pretrattamento con ciclofosfamide potessero mantenere una risposta immune adeguata.
Sono state arruolate pazienti con carcinoma mammario triplo negativo che avevano completato tutte le terapie standard locali e sistemiche. Le partecipanti sono state assegnate a ricevere una dose bassa di vaccino, pari a 825 µg, oppure la dose originaria più alta, pari a 2,5 mg, di peptidi vaccinali combinati con GM-CSF. Il trattamento prevedeva sei cicli somministrati ogni 4 settimane, con o senza pretrattamento con ciclofosfamide.
In totale, 80 pazienti hanno ricevuto il vaccino e 58 sono risultate valutabili per l’analisi di immunogenicità. La vaccinazione è stata ben tollerata e ha indotto una risposta immunitaria nell’83% delle pazienti valutabili.
I livelli di linfociti T specifici per FRa sono risultati elevati, persistenti nel tempo e comparabili a quelli osservati contro la tossina tetanica. Il confronto tra i due dosaggi non ha mostrato differenze significative nella risposta immune: la dose ridotta ha generato un’immunogenicità sovrapponibile a quella della dose più alta.
Anche il pretrattamento con ciclofosfamide non ha modificato l’ampiezza della risposta immunitaria. Questo dato suggerisce che la ciclofosfamide, pur utilizzata in precedenti strategie vaccinali con finalità immunomodulante, potrebbe non essere necessaria per ottenere una risposta ottimale in questo setting.
Sul piano clinico, durante lo studio sono state osservate 8 recidive tra le pazienti valutabili, senza correlazione con il braccio di trattamento assegnato. Non sono stati registrati decessi dovuti alla malattia nel periodo di osservazione.
Il risultato principale dello studio riguarda quindi la semplificazione della strategia vaccinale: una dose più bassa del vaccino anti-FRa appare sufficiente a indurre una risposta immunitaria robusta e persistente, senza necessità di pretrattamento con ciclofosfamide.
La conclusione deve però restare prudente. Lo studio dimostra sicurezza e immunogenicità, ma non è disegnato per stabilire in modo definitivo l’efficacia clinica del vaccino in termini di riduzione delle recidive, sopravvivenza libera da malattia o sopravvivenza globale.
Nel complesso, i dati offrono una base importante per futuri studi di efficacia nel carcinoma mammario triplo negativo e, potenzialmente, in altri tumori solidi che esprimono FRa. La possibilità di utilizzare una dose ridotta e di evitare la ciclofosfamide potrebbe rendere il vaccino più semplice da integrare in protocolli clinici successivi.
Fonte: Clinical Cancer Research, 2026;32:106-117. DOI: 10.1158/1078-0432.CCR-25-2763.





