Quotidiano Oncologia

Screening polmonare: il rischio dei nuovi noduli nello UKLS

24 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

I nuovi noduli solidi identificati al controllo annuale dello screening polmonare presentano un rischio di malignità più elevato rispetto a quelli rilevati al follow-up ravvicinato. Lo indicano i dati dello UK Lung Cancer Screening Trial, UKLS, pubblicati sull’European Journal of Cancer, che hanno analizzato incidenza e probabilità di carcinoma dei noduli di nuova comparsa durante il follow-up.

Lo studio ha valutato i dati dello UKLS, trial multicentrico randomizzato che ha arruolato 4.055 individui ad alto rischio tra il 2011 e il 2013. I partecipanti avevano età compresa tra 50 e 75 anni e un rischio LLPv2 pari o superiore al 4,5%. L’analisi ha incluso tutti i noduli non calcifici registrati come nuovi alle TC di follow-up a 3 mesi o a 12 mesi, valutandone volume e tempo massimo di raddoppio volumetrico, VDTmax.

Tra gli 875 partecipanti sottoposti a TC di controllo, 131, pari al 15%, hanno sviluppato complessivamente 216 nuovi noduli solidi. Il tasso complessivo di malignità a livello di partecipante è stato del 3,8%, corrispondente a 5 casi su 131. Nessuna neoplasia è stata diagnosticata tra i nuovi noduli subsolidi.

L’incidenza dei nuovi noduli solidi è risultata pari al 17% al follow-up a breve termine, 72 casi su 432, e all’8% al controllo a 12 mesi, 68 casi su 809. Tuttavia, tutti e cinque i tumori sono stati rilevati per la prima volta al controllo annuale. In questa finestra temporale, il 7,4% dei partecipanti con nuovi noduli solidi, 5 su 68, è risultato affetto da carcinoma, rispetto allo 0% osservato al controllo a 3 mesi, 0 su 72.

Al controllo annuale, la probabilità di malignità dei nuovi noduli solidi aumentava con il volume. Non sono stati osservati tumori nei noduli inferiori a 30 mm³, con stima 0% e IC 95% 0,0-21,6. Il rischio è stato del 7,9% per i noduli tra 30 e 200 mm³, con IC 95% 2,0-21,5, e del 15,4% per quelli pari o superiori a 200 mm³, con IC 95% 3,1-43,5.

Anche il tempo di raddoppio volumetrico ha mostrato un gradiente di rischio. Nei noduli con VDTmax pari o superiore a 100 giorni, la probabilità di malignità è stata del 2,0%, con IC 95% 0,0-11,7. Nei noduli con VDTmax tra 50 e 100 giorni è salita al 18,8%, con IC 95% 5,8-43,8, mentre nei noduli con VDTmax inferiore a 50 giorni ha raggiunto il 33,3%, con IC 95% 5,6-79,8.

Questi dati confermano l’importanza della soglia volumetrica di 30 mm³ per la gestione dei nuovi noduli solidi nello screening polmonare. Sopra questa soglia, il reperto richiede almeno una sorveglianza ulteriore e una valutazione integrata con la dinamica di crescita.

Il messaggio clinico è pratico: la semplice comparsa di un nuovo nodulo solido non ha lo stesso significato in tutte le finestre di follow-up. I noduli rilevati a 3 mesi hanno mostrato nello UKLS un rischio di malignità nullo nella casistica analizzata, mentre quelli comparsi o identificati al controllo annuale hanno concentrato tutti i casi di tumore.

Nel complesso, lo studio rafforza il valore di una sorveglianza strutturata basata non solo sulla presenza del nodulo, ma anche su volume, tempistica di comparsa e VDTmax. Nei programmi di screening polmonare, l’analisi dinamica della crescita resta quindi centrale per distinguere lesioni verosimilmente benigne da noduli che richiedono un percorso diagnostico più ravvicinato.

Fonte: European Journal of Cancer, 2026;241:116779. DOI: 10.1016/j.ejca.2026.116779.