Un’applicazione per smartphone progettata secondo principi user-centric può supportare l’aderenza terapeutica e migliorare alcuni domini della qualità di vita nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia. Lo indica uno studio quasi-sperimentale pubblicato su Cancer Investigation, che ha valutato l’impatto di un intervento digitale rispetto alla sola assistenza standard.
Lo studio ha coinvolto 60 pazienti in trattamento chemioterapico, assegnati a due gruppi paralleli: 30 nel braccio sperimentale, che ha utilizzato l’app nella propria routine, e 30 nel gruppo di controllo, che ha proseguito con le cure standard. L’aderenza terapeutica è stata misurata con la Medication Adherence Measure Scale, MAMS, mentre la qualità di vita è stata valutata attraverso il questionario EORTC QLQ-C30, al basale e dopo un mese di intervento.
Al follow-up di un mese, nel gruppo sperimentale il punteggio medio MAMS è aumentato da 3,03 a 4,88, con un miglioramento statisticamente significativo (p=0,012). Nel gruppo di controllo non sono stati osservati cambiamenti comparabili.
Anche la qualità di vita ha mostrato segnali favorevoli. I pazienti che hanno utilizzato l’app hanno ottenuto punteggi superiori rispetto ai controlli nei domini del funzionamento fisico, di ruolo, emotivo e cognitivo dell’EORTC QLQ-C30, con differenze statisticamente significative (p<0,05).
Il risultato suggerisce che una soluzione mobile disegnata intorno ai bisogni dell’utente possa contribuire a rafforzare la continuità nell’assunzione dei trattamenti e a sostenere alcuni aspetti del benessere quotidiano durante la chemioterapia.
Il dato, tuttavia, deve essere interpretato con prudenza. Lo studio include un numero limitato di pazienti, ha un follow-up breve e utilizza un disegno quasi-sperimentale. Non permette quindi di stabilire in modo definitivo l’impatto dell’app su outcome clinici più robusti, come tossicità, ospedalizzazioni, completamento dei cicli di chemioterapia o sopravvivenza.
Nel complesso, l’intervento digitale mostra un potenziale interessante come supporto alla gestione del paziente oncologico in trattamento. La sua utilità sembra riguardare soprattutto il monitoraggio dell’aderenza, il rinforzo dei comportamenti terapeutici e il sostegno alla qualità di vita percepita.
Serviranno studi randomizzati più ampi, con follow-up più lunghi e popolazioni oncologiche meglio caratterizzate, per chiarire quali pazienti possano beneficiare maggiormente di strumenti di mHealth e come integrarli nei percorsi assistenziali senza aumentare il carico digitale per pazienti e team clinici.
Fonte: Cancer Investigation, 2026;44:146-155. DOI: 10.1080/07357907.2025.2596851.





