Quotidiano Oncologia

HIIT nel NMIBC: fattibile, sicuro e associato a segnali di beneficio funzionale

30 Luglio 2026 > Ilenia Di Martino

L’allenamento a intervalli ad alta intensità, HIIT, appare sicuro e fattibile nei pazienti con carcinoma vescicale non muscolo-invasivo, NMIBC, durante o dopo la terapia endovescicale. Lo indica il trial randomizzato di fattibilità BRAVE, pubblicato su Seminars in Oncology Nursing, che ha valutato l’integrazione di un programma supervisionato di esercizio fisico in questo setting oncologico.

Lo studio ha randomizzato 25 pazienti con NMIBC, in attesa di terapia endovescicale o già in sorveglianza dopo il trattamento, a cure abituali oppure a un programma di HIIT supervisionato. Il gruppo di controllo comprendeva 12 pazienti, mentre 13 sono stati assegnati all’intervento. Il programma prevedeva tre sessioni settimanali per 12 settimane.

L’obiettivo principale era valutare la fattibilità e la sicurezza dell’intervento. Gli outcome esplorativi includevano capacità cardiorespiratoria, performance fisica e altri indicatori funzionali.

Il VO2peak ha mostrato un andamento favorevole nel gruppo HIIT, con un incremento di 1,2 mL/kg/min, rispetto a una riduzione di 0,7 mL/kg/min nel gruppo di controllo. La differenza aggiustata tra i gruppi è stata pari a 2,0 mL/kg/min (IC 95%: da -0,4 a 4,4; p=0,10). Il dato non ha raggiunto la significatività statistica, ma va nella direzione attesa.

Sono invece emersi miglioramenti significativi in due test funzionali. Nel 6-minute walk test, i pazienti del gruppo HIIT hanno percorso in media 41 metri in più rispetto al gruppo di controllo (IC 95%: 6-77; p=0,025). Nel timed up-and-go test, l’HIIT ha ridotto il tempo di esecuzione di 1,0 secondo rispetto alle cure abituali (IC 95%: da -1,9 a -0,2; p=0,019).

Questi risultati suggeriscono che l’HIIT possa migliorare alcuni aspetti della funzionalità fisica nei pazienti con NMIBC, in particolare resistenza al cammino e mobilità. Tuttavia, trattandosi di uno studio di fattibilità con un campione molto limitato, i dati devono essere interpretati come preliminari.

Gli autori sottolineano che l’intervento è risultato sicuro e praticabile per la maggior parte dei pazienti. Questo aspetto è rilevante perché i pazienti con NMIBC possono attraversare percorsi prolungati di terapia endovescicale, sorveglianza e controlli ripetuti, durante i quali il mantenimento della funzione fisica può avere un impatto importante sulla qualità di vita.

Il trial BRAVE non consente di dimostrare in modo definitivo l’efficacia dell’HIIT su capacità cardiorespiratoria, sintomi, aderenza ai trattamenti o outcome oncologici. Il dato principale è che un programma supervisionato di esercizio ad alta intensità può essere implementato in questo contesto senza segnali rilevanti di rischio e con possibili benefici funzionali.

Per la pratica clinica, il messaggio è prudente ma incoraggiante: l’HIIT potrebbe rappresentare un’opzione di supporto per i pazienti con NMIBC durante o dopo terapia endovescicale, purché adattato alle condizioni individuali e supervisionato da personale qualificato.

Gli autori indicano la necessità di studi più ampi per confermare l’effetto sul VO2peak, valutare meglio gli outcome funzionali e individuare strategie di reclutamento più efficaci. Il reclutamento modesto resta infatti uno dei principali limiti dello studio e un punto critico per la progettazione di futuri trial.

Fonte: Seminars in Oncology Nursing, 2026;42:152090. DOI: 10.1016/j.soncn.2025.152090.