Quotidiano Oncologia

Esercizio fisico durante la chemioterapia: migliore qualità di vita nelle donne con tumore al seno

31 Agosto 2026 > Ilenia Di Martino

L’esercizio fisico migliora la qualità di vita delle donne sottoposte a chemioterapia per carcinoma mammario, con benefici più evidenti per l’allenamento aerobico e per i programmi combinati aerobico-muscolari. Lo indica una meta-analisi pubblicata su The Lancet Healthy Longevity, che ha valutato l’impatto degli interventi di esercizio sui diversi domini della qualità di vita durante il trattamento chemioterapico.

La revisione ha incluso 21 trial randomizzati, per un totale di 3.024 partecipanti. Gli autori hanno analizzato studi che valutavano interventi di esercizio fisico in donne con tumore al seno in corso di chemioterapia, misurando l’effetto su costrutti e domini della qualità di vita.

Nel complesso, gli interventi di esercizio hanno mostrato un effetto positivo e statisticamente significativo sulla qualità di vita, con Hedges’ g pari a 0,434 (IC 95%: 0,272-0,595; p<0,0001). È stata però osservata una sostanziale eterogeneità tra gli studi, con I² pari al 55,76%.

Il tipo di esercizio proposto ha influenzato in modo significativo di esercizio proposto ha influenzato in modo significativo l’entità del beneficio, con differenze tra le modalità di intervento (p<0,0001). L’esercizio aerobico ha mostrato l’effetto più marcato, con g=0,482 (IC 95%: 0,272-0,595; p<0,0001).

Anche l’allenamento combinato aerobico e di forza è risultato efficace, con g=0,397 (IC 95%: 0,156-0,639; p=0,0001). L’allenamento di forza da solo ha mostrato un beneficio più contenuto ma ancora statisticamente significativo, con g=0,335 (IC 95%: 0,002-0,669; p=0,049).

Questi dati confermano che l’esercizio fisico può rappresentare un intervento di supporto utile durante la chemioterapia per tumore al seno, contribuendo a preservare o migliorare dimensioni rilevanti della qualità di vita. L’attività aerobica, da sola o associata al training di forza, appare la modalità con i risultati più solidi.

La conclusione deve comunque restare prudente. La meta-analisi mostra un beneficio complessivo, ma gli studi inclusi differivano per tipo di esercizio, intensità, durata, supervisione, strumenti di valutazione e caratteristiche delle pazienti. Inoltre, non è ancora definita una prescrizione ottimale in termini di dose, frequenza e intensità.

Per la pratica clinica, il messaggio è concreto: durante la chemioterapia, l’esercizio fisico non dovrebbe essere considerato un elemento accessorio, ma una componente potenziale delle cure di supporto. Va però adattato alle condizioni della paziente, al livello di fatigue, alla fase del trattamento, alle comorbidità e alla disponibilità di supervisione qualificata.

Gli autori sottolineano infine la necessità di ulteriori studi per stabilire quali programmi siano più efficaci, sostenibili e sicuri nei diversi sottogruppi di donne con carcinoma mammario in chemioterapia.

Fonte: The Lancet Healthy Longeity, 2026;7:100819. DOI: 10.1016/j.lanhl.2026.100819.