I programmi di vaccinazione anti-HPV estesi a entrambi i sessi sono associati a una minore prevalenza di HPV orale di tipo vaccinale, VT-HPV, anche negli uomini. Lo indica una revisione sistematica pubblicata su BMC Cancer, che ha valutato l’impatto della vaccinazione gender-neutral sull’infezione orale da HPV, un marcatore intermedio rilevante per i tumori orali e orofaringei HPV-correlati.
La revisione ha incluso 9 studi osservazionali, con campioni compresi tra 394 e 9.437 partecipanti, età da 18 a 70 anni, condotti negli Stati Uniti, in Australia e in Italia. Gli studi consideravano popolazioni comprendenti entrambi i sessi e riportavano dati su vaccinazione anti-HPV e prevalenza di HPV orale.
In 6 studi, i soggetti vaccinati mostravano una prevalenza più bassa di HPV orale di tipo vaccinale rispetto ai non vaccinati. Le riduzioni relative osservate andavano dal 57,5% al 93,2%, con una riduzione media del 78,5%. Un dato rilevante è che la minore prevalenza è stata osservata anche dopo una sola dose, anche se il ruolo del numero di dosi resta da chiarire.
Guardando ai dati stratificati per sesso, la riduzione media della prevalenza di HPV orale di tipo vaccinale è risultata più marcata nelle donne, pari all’86,8%, rispetto agli uomini, pari al 69,1%. In due studi, gli uomini vaccinati non presentavano infezione orale da HPV di tipo vaccinale, suggerendo una protezione potenzialmente molto elevata in quei campioni.
Il dato rafforza il razionale dei programmi vaccinali gender-neutral. L’inclusione dei maschi nelle strategie nazionali di immunizzazione non è solo una questione di equità, ma può contribuire a massimizzare l’impatto di sanità pubblica, soprattutto considerando il peso crescente dei carcinomi orofaringei HPV-correlati nella popolazione maschile.
La conclusione deve però essere formulata con cautela. La revisione non misura direttamente la riduzione dei tumori orali o orofaringei, ma la prevalenza di HPV orale di tipo vaccinale. L’infezione orale da HPV è un endpoint intermedio più vicino nel tempo e più facilmente misurabile rispetto all’incidenza tumorale, che richiede follow-up molto lunghi.
Inoltre, gli studi inclusi sono osservazionali e non consentono di stabilire con certezza un rapporto causale. Possono intervenire differenze nei comportamenti sessuali, nell’età alla vaccinazione, nel numero di dosi, nel tipo di vaccino, nel tempo trascorso dalla vaccinazione e nella modalità di raccolta dei campioni orali.
Nel complesso, la revisione suggerisce che la vaccinazione anti-HPV gender-neutral sia associata a una riduzione significativa della prevalenza di HPV orale di tipo vaccinale in uomini e donne. Questo supporta l’estensione e il rafforzamento dei programmi vaccinali inclusivi, ma servono ulteriori studi prospettici per chiarire durata della protezione, impatto del numero di dosi, differenze di risposta tra sessi e possibile effetto a lungo termine sui tumori orofaringei HPV-correlati.
Fonte: BMC Cancer, 2026;26:678. DOI: 10.1186/s12885-026-15979-3.





