Quotidiano Oncologia

Dieta pro-infiammatoria associata a un maggiore rischio di tumori del colon-retto

9 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

Punteggi elevati del Dietary Inflammatory Index (DII), indice che misura il potenziale infiammatorio della dieta, sono associati a un aumento del rischio di tumori del colon-retto. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi dose-risposta pubblicata nel 2026 su BMC Cancer.

La meta-analisi ha incluso complessivamente 52 studi osservazionali: 18 studi prospettici di coorte e 34 studi caso-controllo. Negli studi di coorte, i soggetti appartenenti alle categorie più elevate di DII hanno mostrato un rischio maggiore di tumore colorettale (RR 1,16; IC 95% 1,04-1,29), del colon (RR 1,21; IC 95% 1,11-1,33) e del retto (RR 1,25; IC 95% 1,07-1,47) rispetto a quelli nelle categorie più basse di DII. Per i tumori gastrici e pancreatici, invece, negli studi di coorte non è stata osservata un’associazione statisticamente significativa.

Negli studi caso-controllo le associazioni sono risultate più ampie e di maggiore entità. Confrontando le categorie più alte con quelle più basse di DII, il rischio relativo è risultato pari a 2,46 per i tumori del cavo orale, 2,03 per quelli dell’orofaringe, 2,63 per l’esofago, 1,99 per lo stomaco, 2,57 per il pancreas, 1,64 per il colon, 1,72 per il carcinoma colorettale e 1,74 per il retto.

Gli autori invitano tuttavia a interpretare con cautela le associazioni più marcate rilevate negli studi caso-controllo. Questa tipologia di studio è infatti maggiormente esposta a recall bias e selection bias e può determinare una sovrastima dell’entità delle associazioni. Per il carcinoma colorettale, ad esempio, il rischio relativo aggregato è risultato pari a 1,16 negli studi di coorte e a 1,72 negli studi caso-controllo.

La valutazione secondo il sistema GRADE ha attribuito una certezza moderata alle evidenze provenienti dagli studi prospettici relative all’associazione tra DII e tumori del colon, del colon-retto e del retto. Per i tumori gastrici e pancreatici, le evidenze provenienti dalle coorti sono state invece giudicate di bassa certezza. Negli studi caso-controllo, la certezza delle evidenze è risultata bassa o molto bassa a seconda della sede tumorale.

L’analisi dose-risposta non ha evidenziato deviazioni statisticamente significative dalla linearità. Tuttavia, considerando l’incremento del DII come variabile continua, l’aumento del rischio per ogni incremento di un punto del punteggio non ha raggiunto la significatività statistica per il carcinoma colorettale, del colon, del retto, gastrico o pancreatico.

Nel complesso, secondo gli autori, una dieta caratterizzata da un maggiore potenziale pro-infiammatorio è associata a un aumento del rischio di diversi tumori gastrointestinali, con le evidenze più solide per i tumori del colon-retto sulla base dei dati prospettici. I risultati suggeriscono un potenziale ruolo della modifica della dieta verso modelli meno pro-infiammatori come strategia di prevenzione a livello di popolazione. Sono tuttavia necessari ulteriori studi prospettici per chiarire le relazioni causali e definire meglio eventuali raccomandazioni dietetiche.

Fonte: BMC Cancer. 2026;26:417. doi: 10.1186/s12885-026-15677-0.