Margini chirurgici liberi da tumore di almeno 8 mm sono associati a un minor rischio di recidiva locale nel carcinoma squamoso della vulva (VSCC). È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Cancer Medicine, che ha analizzato 28 studi di coorte per valutare l’impatto dell’ampiezza dei margini e di altri fattori prognostici sul rischio di recidiva.
Margini inferiori a 8 mm sono risultati associati a un rischio significativamente più elevato di recidiva locale (RR 1,42), con un tasso del 24,8% rispetto al 15,6% osservato nelle pazienti con margini =8 mm.
Non è stata invece rilevata una differenza statisticamente significativa tra margini di 3-8 mm e margini <3 mm, sebbene in quest’ultimo gruppo la frequenza di recidiva locale fosse più elevata. Secondo gli autori, questi risultati indicano che, mentre margini inferiori a 8 mm sono associati a un aumento del rischio di recidiva, un’ulteriore suddivisione tra 3-8 mm e <3 mm non consente una significativa discriminazione prognostica.
L’ampiezza del margine non è risultata significativamente associata al rischio di recidiva regionale o di metastasi a distanza, suggerendo che la sua rilevanza prognostica riguardi principalmente il controllo locale della malattia.
Tra le pazienti con margini <8 mm, il 22,5% ha ricevuto radioterapia e il 12,5% è stato sottoposto a re-escissione. Oltre all’ampiezza dei margini, la meta-analisi ha individuato diversi fattori associati a un aumento del rischio di recidiva locale: maggiori dimensioni tumorali (HR 1,53), localizzazione laterale della lesione (HR 1,60), maggiore profondità di invasione (HR 2,51), positività linfonodale (HR 2,52) e stadio FIGO più avanzato (HR 1,77).
Secondo gli autori, margini liberi da tumore =8 mm sono associati a un minor rischio di recidiva locale nel VSCC. La recidiva rimane tuttavia un fenomeno multifattoriale, influenzato anche dalle dimensioni del tumore, dalla profondità di invasione, dal coinvolgimento linfonodale e dallo stadio della malattia.
La gestione ottimale dovrebbe quindi combinare l’ottenimento di margini chirurgici adeguati con un trattamento adiuvante individualizzato sulla base del profilo di rischio della paziente. Gli autori sottolineano inoltre la necessità di ulteriori studi di ampie dimensioni per chiarire meglio queste associazioni.
Fonte: Cancer Medicine. 2026;15(7). doi: 10.1002/cam4.72110.





