I fattori psicosociali valutati in un singolo momento temporale non risultano associati a un aumento del rischio complessivo di sviluppare un tumore. È quanto emerge da una meta-analisi di dati individuali dei partecipanti (IPD) pubblicata nel 2026 su Cancer e condotta dal consorzio Psychosocial Factors and Cancer Incidence. L’analisi ha utilizzato i dati di 22 studi di coorte prospettici, comprendendo fino a 421.799 partecipanti, 35.319 diagnosi oncologiche incidenti e 4.378.582 anni-persona di follow-up.
I ricercatori hanno preso in considerazione cinque fattori psicosociali misurati al basale: supporto sociale percepito, recente perdita di un familiare stretto, stato relazionale, nevroticismo e distress generale. Nel complesso, nessuno di questi fattori è risultato associato a un aumento dell’incidenza oncologica generale. Non sono emerse associazioni neppure per i tumori della mammella, della prostata e del colon-retto o, nell’analisi principale, per il gruppo di neoplasie accomunate dall’alcol come potenziale fattore causale.
Un quadro parzialmente diverso è emerso per il tumore del polmone. Nei modelli con aggiustamento minimo, un basso supporto sociale percepito, il non essere attualmente in una relazione e un recente evento di perdita sono risultati associati a un aumento del rischio, con HR compresi tra 1,09 e 1,55. Dopo l’aggiustamento per ulteriori fattori di rischio e variabili correlate alla salute, tra cui indice di massa corporea, esposizione al fumo espressa in pack-years, consumo di alcol e familiarità oncologica, le associazioni relative al basso supporto sociale e allo stato relazionale si sono attenuate o sono scomparse, con HR rispettivamente nell’ordine di 1,05-1,08.
L’associazione tra un recente lutto e il rischio di tumore del polmone ha invece mostrato un andamento differente. Il risultato, basato su una sola coorte, non si è attenuato dopo l’aggiustamento per gli altri fattori di rischio: nel modello maggiormente aggiustato l’aumento del rischio era del 56%. Proprio perché questa osservazione deriva da un’unica coorte, gli autori sottolineano implicitamente la necessità di interpretarla con cautela e di approfondirla in ulteriori studi.
Nelle analisi esplorative, anche il non essere in una relazione è risultato associato a un aumento dell’incidenza dei tumori correlati al fumo. L’associazione si è ridotta dopo l’aggiustamento per i fattori di rischio noti, ma è rimasta statisticamente significativa. Gli autori osservano inoltre che questo gruppo comprende neoplasie molto eterogenee e che saranno necessari ulteriori studi per verificare se l’associazione sia presente nelle singole sedi tumorali.
Nel complesso, i risultati forniscono scarso supporto all’ipotesi di un’associazione tra i fattori psicosociali considerati e l’incidenza oncologica, con segnali circoscritti soprattutto al tumore del polmone e ai tumori correlati al fumo. Gli autori sottolineano inoltre un limite importante: i fattori psicosociali sono stati misurati in un unico momento temporale e potrebbero modificarsi nel corso del follow-up. I risultati non consentono quindi di formulare conclusioni sulla causalità, ma indicano che, per la maggior parte dei tumori analizzati, non è stata osservata un’associazione tra questi fattori psicosociali e l’aumento del rischio oncologico.
Fonte: Cancer. 2026;132(7). doi: 10.1002/cncr.70271.





