Alterazioni dei metaboliti coinvolti nel metabolismo di glucosio, lipidi, amminoacidi, acidi nucleici e vitamine sono state osservate nei pazienti con tumore gastrico e nelle diverse fasi di progressione delle lesioni gastriche precancerose. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata nel 2026 sul Journal of the National Cancer Institute, che ha valutato le evidenze disponibili sui metaboliti circolanti come potenziali biomarcatori per la stratificazione del rischio e la diagnosi precoce del tumore gastrico.
L’analisi ha incluso 52 studi: 31 caso-controllo, 12 condotti esclusivamente su casi, 5 caso-controllo nidificati e 4 studi di coorte. Gli studi selezionati, pubblicati tra il 2004 e il 2025, hanno valutato metaboliti endogeni mediante piattaforme basate sulla spettrometria di massa o sulla risonanza magnetica nucleare, mettendoli in relazione con lesioni gastriche precancerose, tumore gastrico o suoi sottotipi. Gli autori hanno inoltre raccolto informazioni sul tipo di campione biologico, sulle metodiche analitiche utilizzate, sullo stato di infezione da Helicobacter pylori, sui metaboliti identificati e sulle prestazioni dei modelli sviluppati.
Nel complesso, i metaboliti risultati differenti tra pazienti con e senza tumore gastrico e nelle diverse fasi di progressione delle lesioni appartenevano principalmente alle vie metaboliche di glucosio, lipidi, amminoacidi, acidi nucleici e vitamine. Diversi studi hanno inoltre sviluppato modelli di classificazione o predizione basati sui metaboliti, mostrando però prestazioni molto variabili sia nella distinzione tra tumore gastrico e condizioni non tumorali sia nella classificazione dei diversi stadi di malattia.
Il principale limite emerso dalla revisione è la considerevole eterogeneità tra gli studi, che riduce la comparabilità diretta dei risultati. Le differenze riguardano, tra gli altri aspetti, disegno degli studi, campioni biologici, piattaforme analitiche e modalità di analisi.
Nel complesso, le evidenze disponibili mostrano associazioni tra specifici profili metabolici, tumore gastrico e progressione delle lesioni precancerose, fornendo indicazioni utili per comprendere meglio la carcinogenesi gastrica. I risultati non consentono tuttavia, allo stato attuale, di considerare questi metaboliti biomarcatori già validati per l’impiego clinico.
Secondo gli autori, per arrivare a una possibile applicazione nella stratificazione del rischio o nella diagnosi precoce saranno necessari approcci metodologici standardizzati, un adeguato controllo dei principali fattori confondenti e la validazione e replicazione indipendente dei risultati in studi ampi, ben disegnati e condotti in popolazioni diverse.
Fonte: Journal of the National Cancer Institute. 2026;118(8):1368-1394. doi: 10.1093/jnci/djag053.





