Quotidiano Oncologia

Cancro del colon-retto: identificata una firma microbica riproducibile tra età e metodiche di sequenziamento

16 Settembre 2026 > Ilenia Di Martino

Le alterazioni del microbiota intestinale associate al carcinoma del colon-retto (CRC) mostrano una firma altamente riproducibile tra studi differenti, generalizzabile tra diverse metodiche di sequenziamento e pressoché sovrapponibile nei tumori a insorgenza precoce e tardiva. È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata nel 2026 su Cell Host & Microbe, basata sul riprocessamento e sulla rianalisi uniforme dei dati di sequenziamento shotgun e amplicon provenienti da 27 studi e 6.779 campioni.

Attraverso analisi di associazione e modelli di machine learning, i ricercatori hanno identificato firme del microbiota associate al CRC che si sono dimostrate robuste e generalizzabili tra studi e approcci di sequenziamento differenti. I profili microbici sono risultati inoltre quasi identici nei casi di carcinoma colorettale a insorgenza precoce e in quelli a insorgenza tardiva.

L’analisi del microbiota presente nel tessuto tumorale ha evidenziato microrganismi caratteristicamente arricchiti nei tumori, in concordanza con le firme riscontrate nei campioni fecali. Questi microrganismi erano chiaramente rilevabili nel tessuto tumorale già negli stadi iniziali della malattia. La loro rilevabilità nelle feci aumentava invece moderatamente nei tumori in stadio avanzato e in quelli localizzati distalmente, una differenza che gli autori indicano come possibilmente legata a un effetto di diluizione del segnale microbico nelle feci.

Un altro risultato riguarda il rapporto con l’alimentazione. La firma fecale unificata associata al CRC è risultata inversamente associata all’apporto di fibre alimentari e modificabile attraverso interventi dietetici, evidenziando una relazione tra alimentazione e composizione della firma microbica associata alla malattia.

Infine, l’analisi funzionale condotta a livello genomico ha mostrato differenze tra le sottospecie di Fusobacterium sia nella presenza di fattori di virulenza sia nella loro distribuzione geografica.

Nel complesso, lo studio identifica una firma del microbiota associata al carcinoma colorettale che si mantiene robusta attraverso popolazioni, gruppi di età e differenti tecnologie di sequenziamento. I risultati rafforzano quindi la possibilità di utilizzare in futuro caratteristiche del microbiota come biomarcatori del CRC, mostrando al tempo stesso alcuni limiti dell’analisi fecale legati allo stadio e alla localizzazione del tumore. La relazione inversa con l’assunzione di fibre e la modificabilità della firma attraverso interventi dietetici evidenziano inoltre la componente dinamica del microbiota associato alla malattia.

Fonte: Cell Host & Microbe. 2026;34(7):1462-1476.e5. doi: 10.1016/j.chom.2026.05.030.