La perfusione epatica percutanea (PHP) è associata a un maggiore tasso di risposta e a una più lunga sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alle migliori cure alternative disponibili (BAC) nei pazienti con melanoma uveale metastatico (mUM), senza tuttavia mostrare un chiaro beneficio in termini di sopravvivenza globale (OS). È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata nel 2026 sull’European Journal of Cancer.
La revisione ha incluso 11 studi, uno dei quali riportava dati sia per PHP sia per BAC. Complessivamente, 455 pazienti trattati con PHP provenivano da 9 studi, mentre 125 pazienti trattati con BAC erano inclusi in 3 studi derivati da trial randomizzati sulla PHP o sulla perfusione epatica isolata.
Il tasso di risposta complessiva (ORR) aggregato è risultato del 47,4% nei pazienti trattati con PHP rispetto al 6,0% nei pazienti sottoposti alle migliori cure alternative.
Un vantaggio è emerso anche per la sopravvivenza libera da progressione. La PFS mediana è stata di 7,7 mesi con PHP rispetto a 2,6 mesi con BAC, mentre il tasso di PFS a 1 anno è risultato rispettivamente del 30,1% e del 6,4%.
Più incerto è il quadro relativo alla sopravvivenza globale. La OS mediana aggregata è stata di 17,3 mesi con PHP (IC 95% 11,8-22,8) e di 14,0 mesi con BAC (IC 95% 4,3-23,6). La sopravvivenza a 1 anno è risultata del 65,5% con PHP (IC 95% 52,8%-75,5%) e del 64,3% con BAC (IC 95% 13,3%-90,7%), mentre a 2 anni i tassi sono stati rispettivamente del 35,4% (IC 95% 28,5%-42,4%) e del 28,1% (IC 95% 9,6%-50,2%). Nel complesso, questi dati non hanno evidenziato un chiaro beneficio di OS associato alla PHP.
Sul piano della sicurezza, gli eventi avversi ematologici sono risultati le tossicità più frequentemente riportate negli studi sulla perfusione epatica percutanea.
Gli autori sottolineano tuttavia un limite importante delle evidenze disponibili: gran parte dei dati sulla PHP deriva da studi a braccio singolo privi di un gruppo di confronto, mentre le evidenze relative alle BAC provengono da un numero ridotto di coorti. Questa caratteristica rende più difficile quantificare con precisione il beneficio comparativo del trattamento, soprattutto per quanto riguarda la sopravvivenza.
Nel complesso, la meta-analisi indica che la PHP è associata a un miglior tasso di risposta e a una PFS più lunga rispetto alle migliori cure alternative nei pazienti con melanoma uveale metastatico. Non emerge invece un chiaro vantaggio in termini di sopravvivenza globale, rendendo necessarie ulteriori evidenze comparative per definire con maggiore precisione l’impatto del trattamento sugli esiti a lungo termine.
Fonte: European Journal of Cancer. 2026;244:116893. doi: 10.1016/j.ejca.2026.116893.





