Quotidiano Oncologia

HNSCC resecabile: l’immunoterapia perioperatoria riduce il rischio di recidiva

15 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

L’immunoterapia perioperatoria sta emergendo come una strategia efficace per ridurre il rischio di recidiva e migliorare gli esiti nei pazienti con carcinoma squamoso del distretto testa-collo (HNSCC) resecabile, in particolare nelle forme localmente avanzate. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata nel 2026 su BMC Cancer, che ha analizzato 25 studi clinici sull’impiego degli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) nei setting neoadiuvante, adiuvante e perioperatorio. A causa dell’eterogeneità dei disegni degli studi, delle popolazioni e degli endpoint, gli autori non hanno effettuato una meta-analisi quantitativa.

Tra le evidenze più rilevanti figura lo studio di fase III KEYNOTE-689, condotto su 714 pazienti con HNSCC localmente avanzato resecabile. Il trattamento perioperatorio con pembrolizumab – somministrato prima dell’intervento e successivamente insieme alla terapia adiuvante standard – ha prolungato significativamente la sopravvivenza libera da eventi (EFS): 51,8 mesi rispetto a 30,4 mesi con la sola terapia standard (HR 0,73; IC 95% 0,58-0,92; p = 0,004). Il beneficio è risultato più evidente nei tumori con espressione di PD-L1, con HR di circa 0,70 nei pazienti con CPS =1 e di circa 0,66 nei pazienti con CPS =10.

I risultati di KEYNOTE-689 hanno portato nel giugno 2025 all’approvazione da parte della Food and Drug Administration del pembrolizumab perioperatorio nei pazienti con HNSCC localmente avanzato resecabile con espressione di PD-L1 e Combined Positive Score (CPS) =1.

Il pembrolizumab ha inoltre aumentato la risposta patologica maggiore (MPR), definita come presenza di non più del 10% di cellule tumorali vitali nel tumore primitivo: 17,3% rispetto al 7,4% del gruppo di controllo. Nel trial, il raggiungimento di una MPR è risultato associato a una sopravvivenza libera da eventi più favorevole. I dati di sopravvivenza globale erano invece ancora immaturi.

Nel setting neoadiuvante, la monoterapia con ICI ha mostrato complessivamente una buona fattibilità, senza determinare ritardi clinicamente rilevanti dell’intervento chirurgico, ma con tassi di risposta patologica maggiore relativamente contenuti. Nel CheckMate 358, per esempio, la MPR con nivolumab è stata osservata in circa il 6% dei tumori valutabili.

Strategie di combinazione hanno prodotto percentuali di risposta patologica più elevate in piccoli studi. Nel trial IMCISION, nivolumab più ipilimumab ha determinato una MPR nel 35% dei pazienti rispetto al 17% con nivolumab da solo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti alla chirurgia nei tempi previsti, anche se la combinazione si è associata a una maggiore tossicità immuno-correlata.

Evidenze favorevoli sono emerse anche nel setting postoperatorio. Nel trial randomizzato di fase III NIVOPOSTOP, condotto su 680 pazienti con HNSCC resecato ad alto rischio, l’aggiunta di nivolumab alla chemioradioterapia postoperatoria ha aumentato la sopravvivenza libera da malattia a 3 anni dal 52,5% al 63,1%, corrispondente a una riduzione di circa il 24% del rischio di recidiva o morte (HR 0,76). I dati di sopravvivenza globale erano però ancora immaturi al momento della revisione.

Nel complesso, la revisione indica che l’integrazione degli ICI nel percorso chirurgico dell’HNSCC può migliorare gli endpoint patologici e di controllo della malattia senza compromettere la possibilità di eseguire l’intervento chirurgico. Le evidenze più solide derivano dai trial di fase III KEYNOTE-689 e NIVOPOSTOP, che hanno dimostrato rispettivamente un miglioramento della sopravvivenza libera da eventi e della sopravvivenza libera da malattia.

Gli autori sottolineano tuttavia che rimangono aperte diverse questioni, tra cui la durata e la sequenza ottimali del trattamento, la necessità di entrambe le componenti neoadiuvante e adiuvante e l’identificazione di biomarcatori in grado di selezionare i pazienti con maggiore probabilità di beneficio. Sono inoltre necessari follow-up più lunghi e dati maturi di sopravvivenza globale prima di estendere indiscriminatamente queste strategie a tutti i pazienti con HNSCC resecabile.

Fonte: Kapoor A, Gupta A, Sansar B, Mishra BK, Menon N, Shah M, Noronha V, Prabhash K. Immuno-oncology in the perioperative setting: the next frontier in resectable head and neck cancers – a systematic review. BMC Cancer. 2026;26:1081. doi: 10.1186/s12885-026-16304-8.