Quotidiano Oncologia

Oncologia in Basilicata. Bilancia (AIOM): “Il vero vulnus del sistema è la difficoltà di accesso alle cure”. La prossimità per superare le distanze

15 Ottobre 2026 > Marzia Caposio

La Basilicata presenta una delle realtà territoriali più complesse del Paese. Più che la qualità dell’assistenza, a condizionare il percorso dei pazienti sono le distanze, la conformazione geografica e la difficoltà dei collegamenti, fattori che incidono direttamente sull’accessibilità alle cure e alimentano la mobilità sanitaria verso le regioni confinanti. È da questa premessa che prende avvio la riflessione di Domenico Bilancia, Coordinatore regionale AIOM Basilicata, direttore del Dipartimento oncologico dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza e presidente del Comitato etico unico regionale.

“Questa è una regione dalle complessità estreme dal punto di vista territoriale, dal punto di vista delle comunicazioni e quindi inevitabilmente dell’accesso alle cure. Però, se dovessi definire la qualità delle nostre cure e dei nostri servizi oncologici sul territorio, direi che è di buona qualità, tra difficoltà legate soprattutto a problemi logistici”. L’estensione del territorio, la bassa densità abitativa e una rete di collegamenti non sempre efficiente rappresentano le principali criticità organizzative con cui deve confrontarsi l’oncologia lucana. “Questo è il vero vulnus del sistema che porta alcune volte i pazienti ad allontanarsi, ad andare a preferire altre regioni, perché dal punto di vista logistico sono più accessibili e più facilmente raggiungibili”.

Proprio questa condizione rende strategica la costruzione di una rete oncologica capace di avvicinare le cure ai cittadini. “C’è la necessità estrema di una rete oncologica concreta che esiste nei fatti, ma non nelle definizioni formali, perché abbiamo un progetto che non è però completamente attuato e strutturato”, ha detto Bilancia. Sebbene il progetto regionale non sia ancora pienamente formalizzato, nella pratica esiste già un sistema di collaborazione tra i principali centri della Basilicata. L’Azienda ospedaliera San Carlo coordina infatti quattro presidi ospedalieri, con attività oncologica anche a Villa d’Agri e Lagonegro, mentre l’IRCCS CROB di Rionero ha progressivamente sviluppato consulenze territoriali, estendendo la propria attività anche a Matera e Chiaromonte. Un’organizzazione che consente di limitare gli spostamenti dei pazienti, pur lasciando ampi margini di miglioramento. “Tutto questo in qualche maniera porta l’oncologia di prossimità ai pazienti lucani, ma non è chiaramente l’ottimale”.

Tra i punti di forza della regione Bilancia individua innanzitutto la cultura della multidisciplinarietà, ormai consolidata nei principali ospedali lucani. Le decisioni terapeutiche vengono condivise all’interno dei Gruppi oncologici multidisciplinari dedicati alle diverse patologie, come “per esempio a Potenza un GOM della chirurgia addominale, un GOM della chirurgia genito-urinaria, della genitale femminile, della mammella, del polmone e via di seguito”; un modello che negli anni ha contribuito a migliorare sia la qualità delle decisioni cliniche sia l’organizzazione dell’assistenza. A questo si affiancano iniziative di prevenzione che vanno oltre gli screening istituzionali, come i programmi dedicati al carcinoma della prostata e il recente avvio dello screening del tumore del polmone con TAC a bassa dose nei soggetti ad alto rischio.

Le principali criticità invece si concentrano nell’area di Matera, dove il servizio oncologico è affidato a un Day Hospital e a un ambulatorio, sostenuti dal lavoro di un’unica oncologa. Una situazione che, secondo Bilancia, rende ancora più urgente completare la rete regionale e rafforzare l’integrazione tra i diversi presidi per evitare che i cittadini continuino a rivolgersi ai servizi della vicina Puglia esclusivamente per ragioni logistiche, nonostante la buona qualità dell’assistenza disponibile in Basilicata.

Accanto agli aspetti organizzativi, AIOM Basilicata guarda anche allo sviluppo della medicina di precisione. Tra le priorità figurano il rafforzamento dell’oncogenetica, la valorizzazione del laboratorio di biologia molecolare già presente presso l’IRCCS CROB e la costituzione di un Molecular Tumor Board regionale, obiettivo che potrebbe essere favorito dalla recente nascita della Facoltà di Medicina dell’Università della Basilicata.

“Abbiamo sicuramente bisogno di far capire ai nostri decisori quanta importanza possa avere la genetica in oncologia, il peso reale della familiarità e della dipendenza genetica di alcune malattie oncologiche. C’è la necessità ovviamente di avere un Tumor Molecular Board. Crediamo molto in questo rapporto che si sta instaurando con la neonata Facoltà di Medicina dell’Università della Basilicata, che può dare una mano sostanziale alla creazione delle figure che possono fare parte di un Tumor Molecular Board e quindi anche nel perfezionamento delle attività del nostro laboratorio di biologia molecolare di riferimento”.

In conclusione, quindi, il completamento della rete oncologica regionale, il rafforzamento dei servizi di prossimità e lo sviluppo della medicina di precisione rappresentano gli strumenti con cui la Basilicata punta a trasformare i limiti imposti dal territorio in un’organizzazione sempre più integrata e vicina ai pazienti.