I nasi elettronici (electronic nose, e-nose), dispositivi in grado di riconoscere specifici profili di composti organici volatili (VOC) presenti in diverse matrici biologiche, mostrano prestazioni diagnostiche promettenti nell’oncologia ginecologica, con valori di accuratezza compresi tra il 71% e il 95%. Le performance più consistenti sono state osservate negli studi sul carcinoma della cervice uterina, mentre nel tumore ovarico i risultati sono risultati più variabili. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata nel 2026 sull’International Journal of Gynecological Cancer.
La revisione ha incluso 15 studi prospettici, per un totale di 1.224 partecipanti: 562 pazienti con neoplasie ginecologiche (45,9%) e 662 controlli (54,1%). Tutti gli studi utilizzavano la conferma istopatologica come standard di riferimento. A causa dell’elevata eterogeneità dei disegni, dei dispositivi e delle matrici biologiche analizzate, gli autori non hanno effettuato una meta-analisi quantitativa.
Dieci studi, pari al 66,7% del totale, hanno valutato il carcinoma ovarico, 4 (26,7%) il carcinoma cervicale e uno (6,7%) le lesioni intraepiteliali squamose di alto grado della cervice. Nessuno studio ha analizzato il carcinoma dell’endometrio o della vulva.
I dispositivi e-nose sono stati applicati a diverse matrici biologiche: aria espirata nel 33,3% degli studi, urine nel 20%, tessuto nel 20%, plasma nel 6,7%, secrezioni genitourinarie nel 6,7% e combinazioni di campioni nel 6,7%.
Considerando complessivamente le diverse neoplasie studiate, la sensibilità riportata variava dal 71% al 97,7%, la specificità dal 63% al 100% e l’accuratezza dal 71% al 95%.
Nel carcinoma ovarico, la sensibilità è risultata compresa tra il 71% e il 97,7%, la specificità tra il 63% e il 91,4% e l’accuratezza tra il 71% e l’87%. L’ampiezza di questi intervalli evidenzia una considerevole variabilità delle performance, influenzata in particolare dal tipo di matrice biologica analizzata e dalla composizione dei gruppi di controllo.
Negli studi sul carcinoma cervicale, i risultati sono apparsi più consistenti, con valori di sensibilità compresi tra l’88% e il 93% e di specificità tra l’85% e il 100%. Le evidenze disponibili rimangono tuttavia basate su un numero limitato di studi e non consentono ancora di stabilire una superiorità definitiva dell’e-nose in questa specifica neoplasia.
Nel complesso, secondo gli autori, le tecnologie e-nose mostrano un’accuratezza diagnostica incoraggiante nell’oncologia ginecologica, in particolare nel carcinoma cervicale. Le prestazioni nel carcinoma ovarico risultano invece più variabili e dipendenti dalle modalità di campionamento e dai gruppi utilizzati come comparatori.
La forte eterogeneità delle evidenze e l’assenza di protocolli standardizzati impediscono tuttavia un’immediata applicazione clinica. Prima di integrare questi dispositivi nei percorsi diagnostici saranno necessari studi multicentrici di maggiori dimensioni, con procedure di raccolta e analisi dei campioni standardizzate e validazione delle performance in popolazioni indipendenti.
Fonte: International Journal of Gynecological Cancer. 2026;36(2):102866. doi: 10.1016/j.ijgc.2025.102866.





