L’elevata espressione degli enzimi writer coinvolti nella modificazione dell’RNA N1-metiladenosina (m1A) è associata a una sopravvivenza globale significativamente inferiore nei pazienti oncologici. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Cancer Treatment and Research Communications, che ha valutato il potenziale valore diagnostico e prognostico della modificazione m1A e dei relativi fattori regolatori in differenti neoplasie.
L’analisi ha incluso 14 studi, di cui 10 dedicati alla prognosi e quattro all’accuratezza diagnostica.
Sul piano prognostico, un’elevata espressione complessiva degli enzimi writer è risultata associata a un aumento del 31% dell’hazard di morte (HR = 1,31; IC 95%: 1,16–1,48; p < 0,001). L’associazione sfavorevole con la sopravvivenza globale è emersa in particolare per due fattori regolatori: TRMT6 (HR = 1,39; IC 95%: 1,14–1,69; p < 0,001) e TRMT10C (HR = 1,35; IC 95%: 1,01–1,81). Non sono invece emerse associazioni statisticamente significative tra la sopravvivenza globale e gli altri enzimi writer o eraser valutati.
Risultati incoraggianti sono stati osservati anche sul piano diagnostico. La meta-analisi dei quattro studi dedicati ha evidenziato una sensibilità aggregata dell’82% e una specificità del 72%. Il rapporto di verosimiglianza positivo (PLR) è risultato pari a 2,93 e quello negativo (NLR) a 0,25, con un diagnostic odds ratio (DOR) di 11,75 e un’area sotto la curva (AUC) di 0,85.
Questi risultati suggeriscono una potenziale capacità discriminante dei biomarcatori correlati all’m1A, sebbene le evidenze disponibili non consentano ancora di definirne l’applicabilità come test diagnostici nella pratica clinica.
Nel complesso, la meta-analisi identifica nell’elevata espressione di TRMT6 e TRMT10C un possibile indicatore prognostico sfavorevole e suggerisce un potenziale ruolo della regolazione dell’m1A nella diagnosi e nella stratificazione prognostica delle neoplasie.
Gli autori sottolineano tuttavia la necessità di ulteriori studi per approfondire il significato clinico della modificazione m1A e dei suoi enzimi regolatori, nonché per chiarirne le possibili applicazioni nella gestione dei pazienti oncologici.
Cancer Treatment and Research Communications, 47, 101188. https://doi.org/10.1016/j.ctarc.2026.101188





