L’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) mostra un’elevata accuratezza diagnostica nella distinzione tra masse renali maligne e benigne, con una sensibilità complessiva del 94% (IC 95%: 91–96%) e una specificità dell’85% (IC 95%: 79–89%). È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Medical Ultrasonography, che ha valutato le prestazioni della metodica nella caratterizzazione delle lesioni renali.
L’analisi ha incluso 36 studi, per un totale di 4.530 masse renali, di cui 3.221 maligne e 1.309 benigne. Oltre agli elevati valori di sensibilità e specificità, i ricercatori hanno riportato un indice complessivo di accuratezza diagnostica pari a 0,95 (IC 95%: 0,93–0,97).
I rapporti di verosimiglianza hanno confermato le buone prestazioni della metodica. Il rapporto di verosimiglianza positivo (PLR) è risultato pari a 6,24 (IC 95%: 4,54–8,56), mentre quello negativo (NLR) si è attestato a 0,07 (IC 95%: 0,04–0,11). Il diagnostic odds ratio (DOR) è stato pari a 89,46 (IC 95%: 51,66–154,94), indicando una buona capacità complessiva di discriminazione tra lesioni maligne e benigne.
L’analisi per sottogruppi ha evidenziato differenze significative nelle prestazioni diagnostiche in relazione alla tipologia della massa renale. Nelle lesioni cistiche, la CEUS ha raggiunto una sensibilità del 99%, superiore all’88% osservato nelle masse solide. La specificità è risultata invece leggermente inferiore nelle lesioni cistiche rispetto a quelle solide (80% contro 87%), evidenziando una maggiore probabilità di risultati falsamente positivi.
I risultati devono tuttavia essere interpretati considerando l’elevata eterogeneità tra gli studi inclusi, con valori di I² pari al 95,91% per la sensibilità e all’80,43% per la specificità. Non sono invece emersi segnali statisticamente significativi di bias di pubblicazione (p = 0,123).
Nel complesso, la meta-analisi supporta il valore della CEUS come strumento diagnostico per distinguere le masse renali maligne da quelle benigne, con risultati particolarmente favorevoli nella valutazione delle lesioni cistiche. L’elevata sensibilità e il basso rapporto di verosimiglianza negativo ne evidenziano il potenziale contributo all’inquadramento diagnostico, pur considerando la variabilità delle prestazioni osservata tra gli studi.
Medical Ultrasonography, 28(3), 349–362. https://doi.org/10.11152/mu-4610





