Quotidiano Oncologia

Mercurio e tumore colorettale: nessuna associazione significativa nelle analisi aggregate

23 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

Non emergono differenze statisticamente significative nelle concentrazioni di mercurio tra pazienti con carcinoma colorettale e soggetti sani, né tra tessuto tumorale e mucosa colorettale non neoplastica. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su BMC Gastroenterology, che ha valutato il possibile rapporto tra esposizione al metallo pesante e neoplasie del colon-retto.

La revisione ha incluso 8 studi osservazionali, di cui 6 utilizzati per le analisi quantitative. Il confronto tra pazienti oncologici e controlli sani, condotto su quattro studi per un totale di 773 partecipanti (355 casi e 418 controlli), non ha evidenziato differenze statisticamente significative nei livelli di mercurio misurati nei campioni biologici (differenza media standardizzata, SMD = 0,16; IC 95%: da -0,22 a 0,54; p = 0,42).

Un risultato analogo è emerso dall’analisi di due studi su 71 pazienti, che hanno confrontato le concentrazioni di mercurio nel tessuto colorettale neoplastico e nella mucosa non tumorale degli stessi soggetti. Anche in questo caso, la differenza non ha raggiunto la significatività statistica (SMD = -0,24; IC 95%: da -1,11 a 0,64; p = 0,60).

I risultati devono tuttavia essere interpretati considerando l’elevata eterogeneità tra gli studi, pari all’82,25% nel confronto tra pazienti e controlli e al 76,68% nell’analisi tessutale. La variabilità potrebbe riflettere differenze nelle popolazioni esaminate, nei metodi analitici e nelle matrici biologiche utilizzate per misurare le concentrazioni del metallo.

Le analisi per sottogruppi hanno mostrato variazioni associate al disegno degli studi, all’età media dei partecipanti, alla composizione per sesso e al rischio di bias. Nella meta-regressione, soltanto l’età è risultata significativamente associata alle differenze osservate, un risultato che gli autori considerano esplorativo a causa del numero limitato di studi disponibili.

Nel complesso, la meta-analisi non ha identificato un’associazione statisticamente significativa tra le concentrazioni di mercurio e il carcinoma colorettale. Le evidenze disponibili non consentono tuttavia di escludere un possibile contributo dell’esposizione al metallo allo sviluppo della neoplasia, anche in considerazione delle differenti forme chimiche del mercurio e delle modalità di esposizione.

Gli autori sottolineano pertanto la necessità di ulteriori studi, con metodologie di misurazione più omogenee e un adeguato controllo dei fattori confondenti, per chiarire il possibile ruolo del mercurio nell’eziologia del tumore colorettale.

BMC Gastroenterology, 26(1), 611. https://doi.org/10.1186/s12876-026-05099-4