Diabete & glucometri
L’iniezione sottocutanea di semaglutide apporta risultati superiori a quelli dell’exenatide a rilascio prolungato, anch’esso a somministrazione sottocutanea, nei pazienti con diabete inadeguatamente controllato con gli agenti orali. Come affermato da Andrew Ahmann della Oregon Health & Science University di Portland, autore
L’istituzione di target personalizzati per l’HbA1c nei soggetti con diabete di tipo 2 risulterebbe più conveniente rispetto ad un target intensivo inferiore al 7% per tutti i pazienti. Questo dato deriva da un modello di simulazione che ha fatto uso
L’esposizione alla metformina potrebbe influenzare la crescita fetale in modo diverso nelle donne di peso normale ed in quelle in sovrappeso con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Per quanto i neonati di madri in sovrappeso sotto metformina presentino una circonferenza cranica
Il glucagone è sottoutilizzato nel trattamento dell’ipoglicemia grave sia in un contesto d’urgenza che ambulatoriale. Lo dimostra un’indagine condotta da Peter Kahn della Yale School of Medicine di New Haven, secondo cui i pazienti con diabete trattati con insulina o
Un sistema computerizzato basato sull’intelligenza artificiale risulta altamente accurato nell’identificare i soggetti diabetici con retinopatia e patologie oculari annesse, e che necessitano di essere indirizzati ad ulteriori cure. Questo metodo si basa su un sistema di apprendimento profondo (DLS), ossia un
L’opportunità di impiegare gli SGLT2-inibitori come terapie di prima linea nei pazienti con diabete di tipo 2 è attualmente oggetto di dibattito. Secondo Andrè Scheen dell’Università di Liegi sussistono evidenze importanti in tal senso, soprattutto nei pazienti con coesistenti patologie cardiovascolari,
Arrivano da tre studi differenti le nuove evidenze che pongono Toujeo, un’insulina basale di nuova generazione, in soluzione iniettabile, disponibile in Italia in fascia A da metà febbraio di quest’anno per il trattamento del diabete mellito di tipo 1 e
L’uso concomitante di metformina è associato agli esiti cardiovascolari dell’uso dei DPP-4 inibitori, il che lascia un’incertezza residua sul fatto che essi possano risultare benefici, neutrali o dannosi a livello cardiovascolare nella pratica clinica. Lo rivela la meta-analisi di 3 studi
Una nuova dichiarazione consensuale proveniente da un insieme di organizzzioni per la lotta al diabete mira a standardizzare le definizioni per gli esiti clinicamente significativi del diabete di tipo 1 al di là dell’HbA1c. E' stato progettato di includere l’ipoglicemia