Disturbi dell’umore
Il machine learning combinato con la RM identifica accuratamente i giovani adulti con pensieri suicidi. L’uso della RM e di algoritmi computerizzati per misurare la risposta cerebrale a morte, suicidio ed altri concetti infatti distingue in modo affidabile i giovani
I conflitti lavoro-famiglia sembrano spiegare in larga parte i maggiori tassi di depressione riscontrati negli interni di medicina di sesso femminile rispetto alle loro controparti maschili. Lo ha dimostrato uno studio condotto su 3121 interni che ha incrementato la comprensione
La pratica della consapevolezza, che può includere attività come yoga, meditazione ed esercizi di respirazione, riduce i livelli di ansia negli studenti di medicina, che rappresentano una popolazione sottoposta ad un livello di stress molto elevato. Lo dimostra uno studio condotto
Una forma di terapia cognitivo-comportamentale basata su internet atta a migliorare il sonno non soltanto riduce significativamente l’insonnia ma riduce anche i sintomi di paranoia ed allucinazioni, come emerge da uno studio che ha coinvolto circa 3.800 pazienti. L’intervento è
La depressione maggiore e l’uso di SSRI sono associati a cambiamenti nel metabolismo osseo nella tarda adolescenza e nella prima età adulta, ma la correlazione è complessa, con effetti diversi in base al sesso. Secondo Chadi Calarge del Baylor College of
(Reuters Health) – Le persone che soffrono di disturbo depressivo maggiore (MDD – major depressive disorder) e che hanno un aumento di appetito, di peso o di entrambi, avrebbero alla base un rischio genetico più elevato di sviluppare caratteristiche correlate
Una combinazione di farmaci e terapia comportamentale quasi triplica i tassi di remissione in bambini ed adolescenti con ansia grave, e dovrebbe rappresentare il trattamento standard in questa popolazione di pazienti. Questo dato deriva dall’analisi secondaria dello studio CAMS, condotta
Il bullismo infantile ha un impatto negativo sulla salute mentale, ma questo effetto potrebbe essere parzialmente attribuibile a vulnerabilità preesistenti, e sembra dissiparsi con il tempo. Secondo Jean-Baptiste Pingault dello University College London, autore di una recente ricerca in materia,
Gli atleti che vanno incontro a concussioni durante la loro carriera sono maggiormente propensi all’ansia, alla depressione ed a disturbi del sonno dopo il ritiro. Lo rivela uno studio condotto su 576 calciatori della FIFPro da Vincent Gouttebarge, dirigente medico