Disturbi dell’umore
Un primo tentativo di suicidio rappresenta un fattore di rischio ancora maggiore di suicidio completo rispetto a quanto precedentemente stimato, e la grande maggioranza dei suicidi completi interviene entro un anno dal primo tentativo. Ciò dimostra che i tentativi di
La consulenza sulle terapie palliative da parte di specialisti qualificati non è necessaria di routine per tutte le famiglie di pazienti con patologie croniche critiche e, talvolta, potrebbe peggiorare il loro stress emotivo. Prestare d’abitudine un’assistenza palliativa scadente a tutti
Implementare la terapia cognitivo-comportamentale con D-cicloserina non porta a benefici aggiuntivi in bambini ed adolescenti con disordine ossessivo-compulsivo. Ciò si deve probabilmente alla notevole efficacia già riscontrata con la sola terapia cognitivo-comportamentale, come affermato da Eric Storch dell'University of South
Nella più recente ricerca che ha esplorato i benefici psichiatrici di una droga psicogena, è stato riportato che la psilobicina, l’ingrediente attivo dei cosiddetti “funghi magici”, è sicura e potenzialmente efficace nel trattamento della depressione maggiore. Il piccolo studio ha
(Reuters Health) -I bambini che soffrono di epilessia sarebbero colpiti tre volte di più dal disturbo da deficit di attenzione e attività (ADHD), mentre quelli che hanno sofferto di convulsioni febbrili sarebbero più a rischio di sviluppare il disturbo del
(Reuters Health) - Nel tempo, l'uso di marijuana potrebbe alterare il processo di elaborazione della ricompensa a livello della parte del cervello nota come nucleus accumbens, un meccanismo che aumenterebbe il rischio di sviluppare dipendenza da questa sostanza. A ipotizzarlo
(Reuters Health) - La ketamina potrebbe essere presto testata come trattamento per gli alcolisti. Alcuni ricercatori inglesi hanno iniziato a reclutare volontari per verificare se la ketamina, conosciuta anche come la droga party ‘Special K’ , potrebbe rivelarsi utile nel
I pazienti con schizofrenia presentano un incremento dei metaboliti glutamatergici in varie regioni cerebrali, il che supporta l’ipotesi secondo cui la schizofrenia sia associata con un eccesso della neurotrasmissione glutamatergica. Come illustrato da Kate Merritt del King’s College London, autrice di
Un graduale incremento dei sintomi depressivi, in luogo di manifestazioni più stabili, è connesso ad un incremento del rischio di sviluppare demenza. Lo ha dimostrato uno studio longitudinale condotto da M. Arfan Ikram dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam su 3.325