Una revisione sistematica pubblicata su EBioMedicine analizza il ruolo della terapia della luce come possibile strategia non farmacologica per il trattamento del dolore cronico, evidenziando risultati incoraggianti ma ancora non conclusivi.
“La luce può influenzare i ritmi circadiani e i sistemi neurobiologici coinvolti nella percezione del dolore, ma i meccanismi non sono ancora completamente chiariti” spiega Doriana Taccardi, della Queen’s University, Ontario, Canada, che ha diretto il gruppo di lavoro.
La revisione ha incluso 18 studi (11 clinici e sette preclinici) selezionati tra oltre 7.700 lavori analizzati. L’obiettivo era quello di valutare gli effetti della luce, non applicata direttamente sulla sede del dolore, ma percepita attraverso i fotorecettori, sugli esiti legati al dolore. Nel complesso, la maggior parte degli studi suggerisce un miglioramento degli esiti clinici nei pazienti sottoposti a terapia della luce, come riduzione dell’intensità del dolore e miglioramento della qualità della vita. Tuttavia, i risultati sono risultati eterogenei e talvolta contrastanti. Una delle principali criticità riguarda i gruppi di controllo; infatti, in alcuni studi è stata utilizzata luce a bassa intensità come confronto, rendendo difficile distinguere chiaramente l’effetto reale dell’intervento. Dal punto di vista biologico, la terapia della luce potrebbe agire modulando i ritmi circadiani, il cosiddetto “orologio biologico”, che influenzano numerosi processi fisiologici, inclusa la sensibilità al dolore. Tuttavia, molti studi non hanno valutato direttamente questi parametri, limitando la comprensione dei meccanismi coinvolti. Altri limiti includono la variabilità dei protocolli (intensità, durata e timing dell’esposizione alla luce), la qualità metodologica non sempre elevata e il rischio di bias, soprattutto negli studi su modelli animali. Nonostante queste limitazioni, la terapia della luce rappresenta un approccio interessante perché non invasivo e potenzialmente privo degli effetti collaterali tipici dei farmaci analgesici. Secondo gli autori, saranno necessari studi futuri più rigorosi, che tengano conto dei ritmi circadiani individuali e delle caratteristiche specifiche del dolore, per definire con maggiore precisione l’efficacia e le modalità ottimali di utilizzo. “La terapia della luce emerge come una strategia promettente nell’ambito degli interventi multimodali per il dolore cronico, ma siamo ancora in fase di sviluppo e validazione clinica” concludono i ricercatori.
EBioMedicine. 2026 Apr 28:106251. doi: 10.1016/j.ebiom.2026.106251. Online ahead of print.