Epatiti
L’infezione cronica da Hcv è associata ad una risposta immunocellulare B e T anomala. Le cellule T-helper follicolari (TFH) sono un sottogruppo di cellule T-helper in grado di attivare le cellule B. Un recente studio ha mirato ad investigare il ruolo
Il rilevamento di mutazioni a bassa frequenza nei pazienti con Hcv che ricevono antivirali ad azione diretta (DAA) è ancora oggetto di dibattito e, la rilevanza clinica della carica virale mutante, non è stata ancora valutata. E’ stato condotto uno
La presenza di autoanticorpi anti-muscolo liscio (SMA) nell’epatite autoimmune (AIH) è ben nota, ma non vi sono dati a dimostrarne il significato clinico nei pazienti con funzionalità epatica nromale e, soltanto pochi dati, dimostrano il loro valore predittivo positivo di
La maggior parte dei bambini nati da madri positive all’Hcv non ricevono il test dell’infezione. Solo un quinto di questi bambini viene infatti sottoposto ai test entro il ventesimo mese di vita, come illustrato da Danica Kuncio del Philadelphia Department
Le recidive tardive dell’infezione da Hcv sono molto rare dopo aver ottenuto una risposta virologica prolungata (SVR, che se confermata dopo 12 o 24 mesi dopo il completamento della terapia antivirale è associata ad un miglioramento della prognosi rispetto al
A livello globale 37 milioni di persone presentano l’infezione da Hiv e 115 milioni presentano anticorpi anti-Hcv ma, poco è noto, sulla portata della coinfezione Hiv-Hcv. E’ stato dunque condotto uno studio atto a caratterizzare l’epidemiologia ed il carico della
I test diagnostici per l’infezione da Hcv dovrebbero essere adattati sulla base dello status clinico del paziente. Un recente studio ha tenuto traccia dello sfruttamento di diversi algoritmi diagnostici per l’Hcv in un ospedale terziario italiano. Il 91,9% dei 2.726
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) precisa che la Determina del 12 febbraio 2016 ha semplicemente riformato la determina Sovaldi/Harvoni (n.1427/2015), riformulandone il testo. ''L'intervento - si spiega in una nota - si è reso opportuno a seguito del parere dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Caffè sempre più alleato del nostro organismo. Un nuovo studio, condotto dalla Southampton University, in Gran Bretagna, ha infatti dimostrato le sue proprietà benefiche nel limitare i rischi di cirrosi e degenerazione del fegato anche in conseguenza dell'uso eccessivo di alcool o