Epatiti
Il tenofovir disoproxil (TDF) rappresenta una promettente terapia d’emergenza nei pazienti con epatite B cronica in cui i regimi basati su altri analoghi nucleosidici (NA) hanno fallito. Un recente studio ha investigato l’efficacia clinica e la sicurezza della monoterapia con
Le più recenti linee guida EASL raccomandano oggi che i pazienti con infezione acuta da Hcv vengano trattati con una combinazione di sofosbuvir ed un NS5A-inibitore per 8 settimane, ma la durata ideale del trattamento con i regimi senza interferone
Prima del 2011 la combinazione di peginterferone e ribavirina rappresentava il trattamento standard per l’epatite C cronica, ma successivamente sono stati approvati agenti antivirali ad azione diretta senza interferone. Per quanto questi trattamenti sembrino essere più efficaci, essi risultano sostanzialmente
I pazienti con epatite B e C potrebbero presentare un rischio significativamente elevato di morbo di Parkinson. Alcune ricerche avevano già collegato l’epatite C a questa patologia, ma non l’epatite B. Lo studio che ha dimostrato ciò, comunque, ha escluso
È nata appena un paio di settimane fa ma ricopre già un ruolo di primo piano nel panorama delle malattie autoimmuni del fegato (colangite biliare primitiva, epatite autoimmune, colangite sclerosante primitiva, e colangite IgG4-relata), a riprova di quanto fosse necessaria.
A livello globale, circa 160 milioni di persone sono affette da epatite C cronica1 e si stima che ogni anno il virus HCV contagi dai 3 ai 4 milioni di individui2. In Italia, che risulta essere il Paese dell’Europa Occidentale
Gli antivirali ad azione diretta (DAA) sono sicuri ed efficaci in alcuni casi di crioglobulinemia mista correlata all’infezione da Hcv. Circa il 30% dei pazienti con Hcv presenta crioglobulinemia mista, che può variare da casi asintomatici a sviluppare vasculiti pericolose
La mortalità risulta aumentata nei pazienti con epatopatie moderate-gravi correlate all’epatite C cronica, e la progressione dalla forma lieve-moderata a quella grave della malattia non può essere prevista in modo affidabile. Lo ha dimostrato lo studio ALIVE, condotto su 964
I dati di una recente analisi evidenziano la sicurezza, la tollerabilità e l’elevato tasso di risposta agli antivirali ad azione diretta (DAA) per i pazienti con infezione da Hcv, specialmente se di genotipo 1 ma, nonostante questi riscontri ottimistici, gli