Epatiti
Una combinazione sperimentale di antivirali ad azione diretta risulta associata ad un elevato tasso di risposta virologica prolungata nei pazienti con deficit renali che presentano infezione da Hcv di genotipo da 1 a 6. La combinazione contiene un proteasi-inibitore pangenotipico
Nei pazienti mai trattati con epatite B negativa all’antigene, due polimeri di acidi nucleici potrebbero ridurre marcatamente il DNA virale nel siero. Essi portano ad una rapida e notevole clearance dell’antigene di superficie, come affermato da Andrew Vaillant, capo dirigente
I rapidi progressi nel trattamento dell’epatite C hanno mostrato ai medici esiti che non si sarebbero mai ritenuti possibili, e gli esperti sono ottimisti sul fatto che alla terapia risponderanno pazienti anche più complessi e difficili. La scelta del trattamento tuttavia
Sono circa 10 milioni i malati di epatite B e C cronica in Europa pari circa all'1% della popolazione totale per i paesi dell'Unione europea e l'Area economica europea. A darne notizia è la stima fatta dal Centro europeo per il controllo delle
"I 500 milioni di euro strutturali previsti dalla Legge di Bilancio per i farmaci innovativi ci permetteranno di raggiungere l'obiettivo di curare almeno 50.000 pazienti di Epatite C ogni anno ed eradicare la malattia almeno per quanto riguarda la fase acuta,
Gli antivirali ad azione diretta non sembrano incrementare il rischio di tumore epatico nei soggetti con epatite C e cirrosi, ma potrebbero peggiorare e rendere più difficili da trattare eventuali tumori preesistenti ma precedentemente non rilevati. Lo ha accertato uno studio
I polimorfismo NS5A dell’Hcv sono associati ad una riduzione dell’efficacia della combinazione a dosaggio fisso di elbasivir e grazoprevir. Lo ha stabilito una revisione della letteratura condotta da Patrick Harrington dell’FDA statunitense, secondo cui nonostante sia stato osservato un impatto
L’infezione cronica da Hcv potrebbe portare a cirrosi epatica, una patologia associata ad un elevato rischio di insufficienza epatica e carcinoma epatocellulare. Per quanto le terapie basate sull’interferone (IFN) abbiano contribuito in modo sostanziale alla gestione dei pazienti con infezione
Al meeting dell’American Association for the Study of Liver Disease, (AASLD) sono stati presentati nuovi dati clinici sul profilo di efficacia, tollerabilità e sicurezza della combinazione di farmaci (elbasvir/grazoprevir) – messa a punto da MSD - già approvata in USA,