Le iniezioni una volta al mese di cabotegravir-rilpivirina a lunga durata d’azione sono risultate più efficaci della terapia antiretrovirale orale standard nel ridurre il rischio di fallimento del trattamento tra le persone con HIV e con problemi di aderenza terapeutica. È quanto dimostra una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine da un gruppo coordinato da Aadia Rana, dell’Università dell’Alabama di Birmingham (USA).
I ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato in aperto su persone con HIV che presentavano un’aderenza inadeguata alla ART (un livello persistente di HIV-1 RNA >200 copie per millilitro o perdita al follow-up). I partecipanti hanno ricevuto fino a 24 settimane di supporto all’aderenza e cure standard con ART orale (fase 1). I partecipanti che avevano un livello di HIV-1 RNA pari o inferiore a 200 copie per millilitro nella fase 1 sono stati invitati, quindi, a continuare la terapia standard o a passare a iniezioni mensili di cabotegravir a lunga durata d’azione più rilpivirina, con o senza terapia di induzione orale (fase 2). L’outcome primario era il fallimento terapeutico, definito come fallimento virologico confermato (due misurazioni consecutive di HIV-1 RNA >200 copie per millilitro) o interruzione del trattamento durante la fase 2.
Nella fase 1 dello studio, sono stati arruolati 453 partecipanti; l’età mediana era di 40 anni. Nella fase 2, un totale di 306 partecipanti è stato sottoposto a randomizzazione: 152 sono stati assegnati a ricevere cabotegravir-rilpivirina e 154 a ricevere la terapia standard. La randomizzazione nella fase 2 è stata interrotta precocemente sulla base della superiorità di cabotegravir-rilpivirina rispetto alla terapia standard negli outcome secondari, dopo un follow-up mediano di 48 settimane. L’incidenza cumulativa di fallimento del regime entro la settimana 48 è stata del 22,8% nel gruppo cabotegravir-rilpivirina e del 41,2% nel gruppo di terapia standard (p =0,002). L’incidenza cumulativa di un evento avverso, invece, è stata del 43,5% nel gruppo cabotegravir-rilpivirina e del 42,4% nel gruppo di terapia standard. Infine, mutazioni associate alla resistenza si sono sviluppate in due partecipanti con fallimento virologico confermato in ciascun gruppo.
N Engl J Med (2026); 394:858-871 – doi: 10.1056/NEJMoa2508228