HIV
Nei pazienti che hanno una co-infezione da virus dell’HIV e batterio della tubercolosi si avrebbero significativi cambiamenti metabolici, con alcuni metaboliti correlati al metabolismo di grassi e proteine che vanno incontro a riduzione. A mostrarlo è una ricerca pubblicata su
Una nuova formulazione di un farmaco contro l’HIV, messa a punto per trattare i pazienti pediatrici, sarebbe efficace e sicura. A riportarlo è un team dell’Università del Colorado Anschutz Medical Campus, coordinato da Kristina Brooks. I risultati dello studio sono
I determinanti sociali di salute, ovvero le condizioni in cui le persone crescono, vivono e lavorano, possono influenzare il rischio di contrarre l’AIDS e la mortalità associata alla malattia. È la principale conclusione cui è arrivato uno studio condotto da
Uno studio pubblicato su Nature Communication da un team della Northwestern University guidato da Mojgan Naghavi ha fatto luce sul meccanismo con cui il virus dell’HIV-1 causerebbe neurodegenerazione. Oltre a indurre la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), il virus dell’HIV-1 entra
Ripristinare e migliorare la salute dell’intestino potrebbe essere la chiave per rallentare la progressione dell’HIV ad AIDS. A mostrarlo è una ricerca pubblicata da un gruppo di malattie infettive dell’Università di Pittsburgh su JCI Insight, secondo la quale, tenere sotto
Un team del Salk Institute, in collaborazione con il National Insitutes of Health, ha scoperto il meccanismo molecolare attraverso il quale il virus dell’HIV diventa resistente a dolutegravir, uno degli antivirali più efficace e clinicamente usati. I risultati della ricerca
Le persone con HIV che assumono, ogni giorno, le statine hanno un ridotto rischio di eventi cardiovascolari maggiori di oltre un terzo e un ridotto tasso di morte per eventi cardiovascolari maggiori o morte di oltre il 20%. A mostrarlo,
Le persone con infezione da HIV ma carica virale sotto le mille copie/mL hanno un rischio molto basso di trasmettere l’infezione al partner. È la conclusione cui è arrivato un team svizzero del Global Health Impact. La ricerca è stata
Elevati livelli sierici di selenio possono avere un’influenza nella riduzione dei livelli di proteina-c reattiva tra le persone con HIV. È la conclusione cui è arrivato uno studio coordinato da Kalpana Poudel-Tandukar, dell’University of Massachusetts Amherst, negli USA, e pubblicato