HIV
Un regime basato sulla somministrazione quotidiana di 1.200 mg di raltegravir, in combinazione con tenofovir disoproxil fumarato ed emtricitabina, risulta efficace nei pazienti con infezione da Hiv precedentemente non trattata, come emerge dallo studio ONCEMRK, che ha preso in esame
La divisione HIVMA dell’IDSA ha editato le prime linee guida complete per la gestione del dolore cronico nei pazienti con Hiv. Queste linee guida raccomandano che ogni soggetto con Hiv venga sottoposto a screening del dolore cronico, ed in caso
La prevalenza delle fratture vertebrali risulta significativamente aumentata nei pazienti con Hiv, a prescindere da età e sesso. Lo dimostra la meta-analisi di 26 studi effettuata da Melissa Premaor della Federal University of Santa Maria brasiliana, secondo cui la necessità
Alla valutazione del neurosviluppo all’età di 2 anni, i bambini esposi all’Hiv ma non infetti (HEU) presentano risultati altrettanto buoni se paragonati a bambini non esposti (HUU) . Alcuni studi precedenti avevano suggerito che l’esposizione all’Hiv ed ai farmaci antiretrovirali da
Una combinazione antiretrovirale orale che include bictegravir, un nuovo INSTI, risulta efficace per il trattamento dell’Hiv. I trattamenti di prima linea raccomandati per l’Hiv includono INSTI co-somministrati con 2 NRTI, preferibilmente coformulati in combinazioni a dosaggio fisso per facilitare l’aderenza. La
(Reuters Health) – I fumatori che convivono con un'infezione da HIV e assumono antiretrovirali sarebbero più a rischio di morire di cancro del polmone piuttosto che di AIDS. È la conclusione a cui è giunto uno studio pubblicato da JAMA
Gli esami radiologici spettrali basati sulla diffusione (DBSI) rilevano l’infiammazione cerebrale persistente nei soggetti Hiv-positivi nonostante un buon controllo viremico. Questa nuova tecnica potrebbe fornire ulteriori informazioni sui pazienti Hiv-positivi ben controllati dai medicinali, come affermato da Beau Ances della
Al di là del lopinavir potenziato dal ritonavir ed associato al raltegravir, le evidenze alla base di una terapia antiretrovirale di seconda linea per l’Hiv/AIDS sono scarse e necessitano di ulteriori studi clinici, come emerso da una meta-analisi promossa dal
Le donne con infezion da Hiv che ottengono la soppressione virale con la terapia antiretrovirale combinata durate la gravidanza potrebbero andare incontro ad un rebound della carica virale quando si trovano vicine al parto. Lo ha rivelato uno studio condotto