Infezioni & Febbre
Al via in Regione Toscana le nuove Linee di indirizzo per un approccio integrato alla prevenzione e contrasto alle infezioni correlate all’assistenza, all’antimicrobico resistenza e alla sepsi e la CALL TO ACTION per la Lotta alla Sepsi, per andare “oltre”
La somministrazione di prednisone a basse dosi a seguito dell’introduzione della terapia dell’Hiv in soggetti che sono affetti da TBC e presentano una conta CD4 molto bassa potrebbe impedire al loro sistema immunitario di effettuare un rebount pericoloso nei confronti
L’idrocefalo potrebbe essere una complicazione della sindrome Zika congenita, ed i segni e sintomi di presentazione sono difficili da riconoscere. Il monitoraggio di questa complicazione, comprensivo della valutazione dei potenziali segni di ipoplasia cerebellare o del tronco encefalico, dovrebbe essere
I test rapidi da effettuare sul posto in pronto soccorso per l’influenza riducono le radiografie del torace ed i test ematici, ma non l’uso di antibiotici. Come illustrato da Joseph Lee dell’università di Oxford, autore della meta-analisi di 13 studi,
(Reuters Health) – I neonati con febbre che vengono dimessi da un Pronto Soccorso senza esame del liquido cerebrospinale potrebbero essere a rischio di meningite e dovrebbero essere seguiti attentamente. Tuttavia, non sempre è possibile ricorrere a questa metodica, che comunque presenta dei
Più di 30.000 persone sono morte a causa di infezioni antibiotico-resistenti nell’Unione Europea e nell’Area Economica Europea (EU/EFA) nel 2015. Il carico stimato di queste infezioni è raddoppiato dal 2007, e risulta simile al carico combinato di influenza, TBC ed
L’avvento nel 2007 delle linee guida che sconsigliano la profilassi antibiotica prima di una procedura odontoiatrica nella maggior parte dei pazienti potrebbe aver avuto un impatto maggiore di quanto si intendesse. Esse infatti hanno portato ad un netto declino di questa
L’uso di un nuovo strumento bioinformatico che può identificare rapidamente i patogeni nella flora batterica intestinale ha consentito di dimostrare che la flora batterica intestinale di un paziente potrebbe essere la fonte di infezioni ematogene ospedaliere. La scoperta si deve ad
Favorire percorsi che facilitino la tempestività della diagnosi e, di conseguenza, terapie mirate utilizzando anche esami point of care e potenziando negli ospedali i servizi di diagnostica microbiologica. Limitare il più possibile l’utilizzo dei Carbapenemi ricorrendo a regimi terapeutici alternativi