Secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports, il trattamento con azvudina potrebbe essere associato a una riduzione della mortalità nei pazienti ospedalizzati per COVID-19 con ipertensione, senza incremento significativo degli eventi avversi gravi.
“L’ipertensione è riconosciuta come un importante fattore di rischio per esiti sfavorevoli nei pazienti con COVID-19. Tuttavia, l’efficacia e la sicurezza di azvudina in questa specifica popolazione non erano state chiaramente definite” spiega Yu Chen, della Sias University, Xinzheng, Henan, Cina, che ha diretto il gruppo di lavoro.
Lo studio retrospettivo multicentrico ha incluso 32.864 pazienti ricoverati per COVID-19 nella provincia di Henan tra dicembre 2022 e gennaio 2023. Tra questi, i soggetti con ipertensione sono stati identificati e suddivisi, dopo propensity score matching 1:1, in due gruppi, ovvero trattamento con azvudina e trattamento standard senza antivirali. Gli esiti primari erano la mortalità per tutte le cause e la progressione composita della malattia. Dopo il matching, la coorte finale comprendeva 2.434 pazienti trattati con azvudina e 2.434 controlli. L’uso di azvudina risultava associato a una riduzione significativa del rischio di mortalità per tutte le cause rispetto al trattamento standard. Inoltre, è stata osservata una riduzione del rischio di progressione composita della malattia, sebbene le analisi di sensibilità abbiano mostrato risultati meno uniformi per questo endpoint rispetto alla mortalità. Per quanto riguarda la sicurezza, non sono emerse differenze significative nell’incidenza di eventi avversi gravi (= grado 3) tra i due gruppi. “I nostri dati dal mondo reale suggeriscono che azvudina potrebbe rappresentare un’opzione antivirale promettente nei pazienti con COVID-19 e ipertensione. Tuttavia, sono necessari studi prospettici per confermare questi risultati” concludono gli autori.
Sci Rep. 2026 Feb 26. doi: 10.1038/s41598-025-34514-1. Online ahead of print