Malattia di Crohn & Rettocolite Ulcerosa
Un approccio non invasivo che combina ecografia e valutazione della calprotectina fecale può essere usato con affidabilità per rilevare recidive post-operatorie nei pazienti con malattia di Crohn, senza bisogno di colonscopia. È la conclusione cui è arrivato uno studio italiano,
Le malattie infiammatorie intestinali spesso si manifestano insieme a parodontiti. A mostrarlo è un lavoro derivante da un progetto di ricerca europeo che ha esplorato la connessione tra le due malattie e che è stato frutto di due pubblicazioni su
Diversi schemi alimentari sono associati a un ridotto rischio di insorgenza tardiva di malattia di Crohn, un’evidenza che fornisce un razionale per adattare diverse diete sulla base delle preferenze personali e delle tradizioni culinarie, per avere strategie di prevenzione nelle
Un team internazionale, coordinato da Hussein Mahajna dello Sheba Medical Center di Ramat-Gan, in Israele, ha osservato che, in una serie di casi clinici, la porpora idiopatica trombocitopenica (ITP) si manifesta principalmente dopo la diagnosi di malattia infiammatoria intestinale (IBD)
Le malattie infiammatorie intestinali, quindi colite ulcerosa e malattia di Crohn, sono associate in modo causale al rischio di nefropatia IgA, mentre non ci sarebbero prove sufficiente sull'associazione inversa. È la conclusione cui è arrivata una ricerca condotta da Mofan
Una dieta ricca di vegetali delle crucifere come i broccoli, grazie all'attività antiinfiammatoria e alla promozione dell'equilibrio del microbioma intestinale, sarebbe protettiva nei confronti dell'intestino, con benefici per le persone che soffrono di malattie infiammatorie intestinali. A evidenziarlo è uno
Uno studio retrospettivo ha mostrato che il fenotipo fragile si manifesta in quasi un quinto dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD), un dato che indica che l'IBD attiva è un fattore di rischio indipendente per la fragilità tra chi
Le malattie infiammatorie intestinali, soprattutto la colite ulcerosa, sarebbero un fattore di rischio di nascita pretermine anche quando la malattia è in apparente remissione. È quanto evidenzia uno studio condotto da ricercatori dall'Università di Gothenburg e pubblicato su eClinicalMedicine. Se
Il COVID-19 non avrebbe un impatto a lungo termine sul decorso delle malattie infiammatorie intestinali (IBD), almeno nella forma da lieve a moderata. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Therapeutic Advances in Gastroenterology da Simon Hong, della NYU Langone