Malattia di Crohn & Rettocolite Ulcerosa
Nella malattia di Crohn, un alterato pattern di metilazione del DNA (DNAm) rifletterebbe i cambiamenti immunologici nell’intestino dei pazienti, consentendo di distinguere i pazienti in base alla gravità della malattia. A mostrarlo, su Scientific Reports, è un gruppo guidato da
Nelle persone con malattia infiammatoria intestinale (IBD), l’utilizzo di tecniche robotiche per resezione chirurgica a livello del colon-retto si è dimostrata equivalente rispetto alle tecniche laparoscopiche e migliore rispetto alle procedure “in aperto”, nella maggior parte dei parametri considerati. È
Uno studio pubblicato su PLoS One ha analizzato l’alterazione della composizione del microbiota fecale e ha esplorato i vari generi batterici associati a pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD) con ansia o depressione o entrambe, scoprendo alterazioni nella funzionalità del
I pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD) moderata-grave che assumono statine avrebbero minori probabilità di andare incontro a intervento chirurgico correlato alla IBD. A mostrarlo è una ricerca pubblicata su Inflammatory Bowel Diseases e condotta da un gruppo della Icahn
Una ricerca guidata da Jinchun Ni, della Xiamen Universiy, in Cina, ha mostrato che i livelli di colesterolo totale possono fungere da potenziale marker a supporto della valutazione dell’attività clinica della malattia di Crohn, anche se sono necessarie ulteriori ricerche
Livelli più elevati di acidi grassi omega-3 sarebbero associati a una riduzione dei biomarker infiammatori, che potrebbe anche essere correlata positivamente alla salute polmonare nei soggetti con malattie infiammatorie intestinali (IBD), in particolare in quelli con malattia di Crohn. È
Una network meta-analisi (NMA) pubblicata su Annals of Medicine ha confrontato gli inibitori dell’interleuchia IL-23 offrendo spunti pratici per il trattamento personalizzato della malattia di Crohn. In particolare, secondo i due ricercatori che hanno curato la ricerca - Motoki Kaneko
Un basso carico infiammatorio alimentare, misurato tramite Dietary Inflammatory Index (DII), è associato a una riduzione del rischio, della gravità e dei sintomi di malattia infiammatoria intestinale (IBD), oltre a un miglioramento della qualità della vita, anche se sono necessari
Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) portano a un rischio rilevante di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) attraverso interazioni tra barriera immunitaria, microbioma e fattori di rischio tradizionali. Per questo, la valutazione di routine, il controllo dell’infiammazione intestinale, l’ottimizzazione dello stile di