Neuroscienze & patologie neurodegenerative
È una patologia dalle tinte rosa quella della sclerosi multipla. "È una malattia 'donna' perché 2 pazienti su 3 sono di sesso femminile", ha dichiarato Simona Bonavita, del Centro sclerosi multipla Università della Campania Luigi Vanvitelli. "È donna anche perché le pazienti
"Quando si parla di Sclerosi Multipla è importante ricordare che bisogna fare una diagnosi precoce di questa malattia che colpisce i giovani adulti e che può portare a disabilità". A fare il punto sull'importanza di un intervento tempestivo quando in
Il problema del lento reclutamento negli studi randomizzati sull’ictus, presente da lunga data, non è migliorato affatto negli ultimi 25 anni, e casomai sta peggiorando. Ciò minaccia la praticabilità finanziaria degli studi, e ritarda la valutazione e l’adozione di nuove
La ricerca di proteine neurofilamentose a catena leggera (Nfl) nel sangue periferico potrebbe aiutare a distinguere il morbo di Parkinson dai disturbi parkinsoniani atipici APD). Secondo uno studio su più di 500 soggetti, questo marcatore risulta elevato in tutti gli
Prendere parte ad attività comuni e mentalmente stimolanti in età avanzata potrebbe ridurre il rischio di lievi deficit cognitivi. Questo dato si basa sull’osservazione di un campione di quasi 2.000 soggetti di età media pari a 77 anni, in cui
"Una delle novità, se così possiamo dire, nella terapia della sclerosi multipla che oggi si presenta in modo più rilevante che in passato ed è per questo una novità, deriva dal disporre di nuovi trattamenti molto potenti in grado di
Dopo cinque anni, la terapia precoce, ritarderebbe il tempo di conversione a sclerosi multipla clinicamente definita e ridurrebbe l'attività alla risonanza magnetica. La somministrazione precoce di interferone β-1a per via sottocutanea (SC) sarebbe più efficace nel ridurre il rischio di conversione
I pazienti con cefalea cronica che prendono parte ad un programma ambulatoriale interdisciplinare vanno incontro ad una riduzione significativa nella gravità delle cefalee, della disabilità funzionale e dello stress psicologico. Lo ha dimostrato un recente studio che ha portato a
Elevate dosi di integratori di DHA possono aiutare a prevenire la progressione verso la demenza nei pazienti portatori dell’allele APOE4. Lo suggerisce una recente revisione della letteratura, che auspicabilmente rinnoverà l’interesse nel finanziamento delle ricerche sul DHA nei portatori di