Quotidiano Cardiologia
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte tra le donne a livello globale. La gravidanza, configurandosi come un vero e proprio stress test cardiovascolare naturale e come un momento di contatto universale con il sistema sanitario, potrebbe offrire
L’aferesi delle lipoproteine rappresenta attualmente l’unico trattamento approvato per i pazienti con livelli elevati di lipoproteina(a) [Lp(a)], una condizione associata a un rischio cardiovascolare significativo. Lo studio Lp(a)FRONTIERS APHERESIS, pubblicato sull’ European Heart Journal, ha valutato se pelacarsen, terapia mirata
La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) rappresenta una condizione a elevato impatto prognostico, gravata da un significativo aumento della mortalità per tutte le cause e di quella cardiovascolare. Tuttavia, mancano a oggi indici semplici ed efficaci per la
La dinamica mitocondriale svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio energetico cardiaco e dell’omeostasi cellulare. Evidenze crescenti indicano che la sua deregolazione contribuisca allo sviluppo dell’infarto miocardico acuto (IMA), ma i meccanismi molecolari sottostanti e i biomarcatori associati restano in
Il prolungamento dell’intervallo QT è stato associato a un aumento del rischio di primo ictus nella popolazione generale. Rimaneva tuttavia incerto se lo stesso parametro elettrocardiografico potesse predire anche il rischio di recidiva nei pazienti già colpiti da un evento
La terapia di deprivazione androgenica (ADT) rappresenta un cardine nel trattamento del carcinoma prostatico (PCa), ma è associata a un aumento della morbilità cardiovascolare. I meccanismi biologici alla base di questo rischio non sono del tutto chiariti e i dati
Lipoproteina(a) [Lp(a)] e colesterolo LDL (LDL-C) sono entrambi riconosciuti come fattori causalmente associati alla calcificazione della valvola aortica (AVC) e allo sviluppo di stenosi aortica (AS). Tuttavia, a differenza delle LDL, la Lp(a) possiede proprietà antifibrinolitiche che potrebbero contribuire alla
L’eritrocitosi è stata recentemente riconosciuta come una risposta ematologica associata alla terapia con inibitori del cotrasportatore sodio–glucosio di tipo 2 (SGLT2), ma la sua incidenza e il possibile impatto sugli eventi tromboembolici e sui sanguinamenti nei pazienti con fibrillazione atriale
La preeclampsia (PE) a termine rappresenta ancora un ambito che richiede ulteriori approfondimenti, in particolare per quanto riguarda le modificazioni emodinamiche che si verificano nelle prime ore dopo il parto. Uno studio prospettico osservazionale pubblicato su Frontiers in cardiovascular medicine