Quotidiano Cardiologia
Un crescente interesse sta emergendo attorno al ruolo dell’acido metilmalonico (MMA) come possibile fattore di rischio cardiovascolare. Oltre a essere noto per la sua associazione con disfunzioni mitocondriali e stress ossidativo — due meccanismi chiave nella patogenesi dell’ipertensione — il
Negli ultimi anni, nuovi indici lipidici non tradizionali stanno emergendo come predittori rilevanti di eventi cardiovascolari nei pazienti sottoposti a interventi coronarici percutanei (PCI), in particolare in situazioni di emergenza come l’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). In
L’ablazione transcatetere rappresenta una terapia consolidata per le aritmie ventricolari (VA), ma l’utilizzo convenzionale dell’energia a radiofrequenza (RF) comporta il rischio di danni collaterali, dovuti alla natura termica e non selettiva della lesione. L’ablazione a campo pulsato (PFA), basata sull’elettroporazione
La sindrome post-pericardiotomica (PPS) rappresenta la più comune complicanza infiammatoria successiva a interventi di cardiochirurgia, con un impatto rilevante in termini di morbidità, prolungamento dell’ospedalizzazione e incremento della mortalità a lungo termine. Nonostante la sua frequenza, la profilassi della PPS
Un programma strutturato di riabilitazione cardiaca (CR) può determinare un miglioramento significativo della funzione meccanica ventricolare nei pazienti con cardiopatia ischemica (IHD). È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Development and Disease, che ha valutato l’effetto
La fibrillazione atriale (FA) rappresenta un noto fattore di rischio per eventi cerebrovascolari (CVA), rendendo cruciale una stima accurata del rischio individuale. Sebbene strumenti tradizionali come il punteggio CHA2DS2-VASc siano comunemente impiegati in ambito clinico, la loro capacità predittiva è
La chiusura del difetto interatriale (ASD) nei pazienti pediatrici, sebbene efficace nel correggere l'anomalia strutturale, può associarsi a un aumentato rischio di aritmie e disfunzione autonomica. Uno studio recentemente pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha confrontato gli effetti delle
Un volume telediastolico ventricolare sinistro indicizzato (iLVEDV) alterato, misurato tramite risonanza magnetica cardiaca (CMR), può predire il rischio di sviluppare scompenso cardiaco in pazienti con sospetta coronaropatia, anche in assenza di segni clinici pregressi. È quanto emerge da uno studio
In un ampio studio retrospettivo condotto presso il sistema sanitario accademico Mass General Brigham di Boston, pubblicato su JAMA Cardiology, è emersa una bassa aderenza dei pazienti al monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa (HBPM), nonostante l’offerta di dispositivi gratuiti, formazione