Quotidiano Cardiologia
Un recente studio pubblicato su Cardiovascular Research ha analizzato le basi morfologiche dell’ipertrofia del glomo carotideo (CB) nei modelli animali di ipertensione, proponendo nuovi elementi per comprendere il ruolo di questo organo nella regolazione dell’attività simpatica alterata nelle patologie cardiovascolari.
Un recente studio pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine conferma il valore clinico della risonanza magnetica cardiaca con feature tracking (CMR-FT) nel rilevare disfunzioni miocardiche subcliniche nei pazienti con ipertensione arteriosa (HTN), anche in assenza di sintomi. In particolare, l'analisi
La trombosi venosa profonda (TVP) rappresenta una complicanza frequente e potenzialmente fatale dopo un intervento di chirurgia gastrointestinale. Gli strumenti tradizionali di valutazione del rischio si basano su variabili statiche e possono non essere sufficienti per cogliere le variazioni dinamiche
La fibrillazione atriale (AF) è la principale causa cardiaca di ictus e la sua mortalità correlata è in aumento negli Stati Uniti da oltre vent’anni. Tuttavia, mentre l’effetto della fibrillazione atriale sulla frequenza cardiaca è ben documentato, resta ancora poco
Un'analisi su larga scala condotta in Corea del Sud ha evidenziato come anche la nuova categoria di “pressione arteriosa elevata”, introdotta dalle linee guida ESC 2024, sia associata a un aumento del rischio di demenza. Lo studio, pubblicato sull’European Heart
Uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha evidenziato il ruolo prognostico della sarcopenia nei pazienti giovani adulti con scompenso cardiaco cronico (HF), in assenza di malnutrizione. Sebbene la sarcopenia sia una condizione nota nei soggetti con HF, finora mancavano dati
Uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha indagato la relazione tra il rapporto di stress iperglicemico (SHR) e la pressione arteriosa elevata (EBP) in adolescenti statunitensi di età compresa tra 12 e 17 anni. Sebbene lo SHR sia già stato
Uno studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology ha valutato l’utilità del punteggio di rischio poligenico (PRS) per la coronaropatia (CAD) nella stratificazione del rischio coronarico in pazienti con vari gradi di malattia aterosclerotica cardiovascolare (ASCVD). L’obiettivo era comprendere se
In uno studio retrospettivo pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine, ricercatori hanno esaminato l'efficacia dell’indice trigliceridi-glucosio (TyG) e del colesterolo residuo (RC) come biomarcatori per identificare la coronaropatia (CAD) in soggetti di età pari o inferiore a 45 anni. La