Quotidiano Cardiologia
Uno studio pubblicato su JAMA Cardiology ha analizzato i cambiamenti nell’attività fisica da moderata a intensa (MVPA) nel corso della vita adulta, evidenziando un declino significativo in prossimità degli eventi cardiovascolari (CVD) e una persistente riduzione anche nel periodo successivo,
Uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha analizzato la relazione tra l’indice cumulativo proteina C reattiva-trigliceridi-glucosio (cuCTI) e il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari (CVD) in una popolazione cinese di mezza età e anziana. L'obiettivo era valutare se il
La sepsi pediatrica acquisita in comunità rappresenta una sfida clinica rilevante, ma la sua reale incidenza rimane poco chiara a causa delle differenze nei criteri diagnostici. Uno studio prospettico osservazionale condotto in Australia e Nuova Zelanda ha cercato di chiarire
Un’analisi dei dati dello studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults), pubblicata su JAMA Cardiology, ha evidenziato come l’attività fisica moderata o vigorosa (MVPA) tenda a diminuire progressivamente dall’età giovanile fino alla mezza età, con un successivo plateau,
Sebbene le aree atriali a basso voltaggio (LVA) siano note per costituire il substrato anatomopatologico della fibrillazione atriale (FA), nei pazienti con LVA minime (mLVA) questo substrato non è stato ancora ben caratterizzato. Uno studio recentemente pubblicato sul Canadian Journal
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su The Lancet Public Health ha analizzato il rapporto tra il numero di passi quotidiani e numerosi esiti di salute, offrendo una sintesi aggiornata e completa della letteratura degli ultimi dieci anni. Il lavoro,
Sebbene studi osservazionali abbiano suggerito un legame tra spondilite anchilosante (AS) e aumentato rischio cardiovascolare, non era ancora chiaro se tale associazione fosse di natura causale. Una recente analisi pubblicata su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha utilizzato la randomizzazione mendeliana
L'eventuale relazione tra consumo di cannabis e rischio cardiovascolare è da tempo oggetto di dibattito. Un nuovo studio pubblicato su Circulation ha indagato l'associazione tra uso di cannabis e incidenza di eventi cardiovascolari in una coorte di veterani statunitensi anziani
In un contesto in cui lo scompenso cardiaco (HF) colpisce oltre 6,7 milioni di adulti negli Stati Uniti e genera oltre 6,5 milioni di giornate di degenza ospedaliera all’anno, l’ottimizzazione della terapia medica guidata dalle linee guida (GDMT) rimane una