Quotidiano Cardiologia
Uno studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders ha analizzato i fattori di rischio dell’infarto miocardico acuto di tipo 4b legato a trombosi molto tardiva di stent, con l’obiettivo di costruire un modello predittivo basato su tecniche di machine learning. Si
Uno studio pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine suggerisce che una maggiore variabilità pressoria notturna a brevissimo termine potrebbe essere associata a un minor rischio di recidiva di fibrillazione atriale dopo la prima procedura di ablazione. Il dato appare di
Uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology accende l’attenzione sul possibile ruolo dell’indice CHG, che combina colesterolo totale, colesterolo HDL e glicemia, come marcatore utile per individuare il rischio cardiovascolare nelle persone di mezza età e anziane. Sebbene questo indicatore sia
Un aumento dell’indice C-reactive protein-triglyceride-glucose, o CTI, si associa a un maggior rischio di ictus negli adulti cinesi di mezza età e anziani, con un effetto particolarmente evidente nei soggetti con lieve compromissione della funzione renale. È questo il dato
Il cor triatriatum sinister, rara cardiopatia congenita determinata dalla presenza di una membrana fibromuscolare che suddivide l’atrio sinistro, può ostacolare il riempimento del ventricolo sinistro, favorire ipertensione venosa polmonare e condurre fino allo scompenso cardiaco. Un case report pubblicato su
Nei pazienti sottoposti a cardiochirurgia, l’andamento pressorio nelle prime ore dopo l’intervento potrebbe offrire indicazioni prognostiche utili. È quanto suggerisce uno studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders, che ha valutato il significato clinico dell’aumento notturno della pressione arteriosa nel periodo
La sindrome di Takotsubo continua a essere descritta come una condizione cardiaca che simula l’infarto miocardico, spesso in assenza di malattia coronarica ostruttiva, e classicamente viene ricondotta a un fattore scatenante distinto in modo netto come fisico oppure emotivo. Una
L’avvio precoce di una quadrupla combinazione farmacologica nei pazienti con scompenso cardiaco cronico a frazione di eiezione ridotta (HFrEF) potrebbe rappresentare non solo una scelta clinicamente vantaggiosa, ma anche un’opzione costo-efficace per il servizio sanitario. È quanto indica uno studio
Nonostante un maggiore ricorso alle terapie ipolipemizzanti di combinazione e un miglioramento del controllo del colesterolo nel corso di un anno, la maggior parte dei pazienti ad alto o altissimo rischio cardiovascolare continua a rimanere esposta a un rischio residuo