Quotidiano Cardiologia
La multimorbilità cardiometabolica (CMM), definita dalla coesistenza di almeno due patologie cardiometaboliche (CMD) come diabete di tipo 2, coronaropatia e ictus, rappresenta una sfida crescente per la salute pubblica a livello globale. Uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha cercato
Uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha messo in luce come, nelle donne con diabete di tipo 2 (T2D) e scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF), l’esito clinico dopo infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) sia
Un punteggio sviluppato per promuovere la salute cerebrale, il Brain Care Score (BCS), si associa anche a una significativa riduzione del rischio di malattie cardiovascolari (CVD) e dei tumori più comuni. Lo rivela uno studio di coorte pubblicato su Family
Uno studio prospettico pubblicato su Radiology: Cardiothoracic Imaging ha definito per la prima volta intervalli di riferimento per i parametri ventricolari sinistri ottenuti tramite risonanza magnetica cardiaca da sforzo (exercise cardiac MRI) in adulti sani, stratificati per età e sesso.
L'impiego delle statine nei pazienti critici affetti da sepsi è correlato a una riduzione significativa della mortalità a 28 giorni, secondo i risultati di uno studio retrospettivo pubblicato su Frontiers in Immunology. Nonostante la terapia precoce mirata, la sepsi continua
Una recente analisi bibliometrica pubblicata su Frontiers in Medicine ha per la prima volta delineato il panorama scientifico degli studi sulla metabolomica applicata alla rigidità arteriosa, mettendo in luce tendenze consolidate e nuove traiettorie di ricerca. Esaminando 1.654 pubblicazioni in
Un’analisi congiunta di tre grandi trial di intervento sullo stile di vita ha mostrato che, sebbene solo un terzo dei partecipanti abbia ottenuto una perdita di peso significativa a lungo termine, anche coloro che non hanno perso peso (o ne
Un nuovo algoritmo automatizzato integrato nei registri elettronici sanitari (EMR) si è dimostrato efficace nell’identificare i pazienti ad alto rischio di ipertensione arteriosa polmonare (PAH), una condizione grave e spesso sotto-diagnosticata a causa della sua sintomatologia aspecifica e del ritardo
Uno studio pubblicato su Research and Practice in Thrombosis and Haemostasis ha identificato tre varianti genetiche comuni nei geni ABO, F8 e VWF significativamente associate a un aumento del rischio di tromboembolia venosa (VTE), con un impatto predittivo paragonabile a