Quotidiano Cardiologia
Nei pazienti con diabete di tipo 2 la riduzione del rischio cardiovascolare passa tradizionalmente attraverso due pilastri: modifiche dello stile di vita e terapia farmacologica. Se per entrambi esistono evidenze consolidate, è meno definito l’effetto combinato a lungo termine, in
Nei pazienti con fibrillazione atriale, la storia di un ictus recente identifica un profilo di rischio particolarmente elevato per recidiva, oltre che per scompenso cardiaco e mortalità. In questo scenario l’ablazione transcatetere è spesso considerata una strategia potenzialmente in grado
La miocardite può associarsi a esiti clinici rilevanti in termini di morbilità e mortalità, con un impatto particolarmente significativo nella popolazione anziana (=65 anni). Un lavoro pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha ricostruito in modo sistematico il carico di
Le complicanze postoperatorie nei pazienti con dissezione aortica acuta di tipo A (ATAAD) condizionano in modo decisivo la prognosi, soprattutto nelle prime fasi dopo l’intervento. In uno studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders gli autori hanno valutato se un indicatore
Lo scompenso cardiaco che insorge durante la degenza dopo un intervento coronarico percutaneo (PCI) rappresenta una complicanza clinicamente rilevante nei pazienti con cardiopatia ischemica acuta. In uno studio pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine gli autori hanno cercato di sviluppare
La chiusura percutanea dei difetti interatriali di tipo ostium secundum è una procedura consolidata, spesso percepita come “standard” quando il difetto è piccolo e i margini sono adeguati. Un case report pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders ricorda che anche nei
Nonostante la riduzione complessiva della mortalità cardiovascolare osservata negli ultimi anni e i progressi in diagnosi e trattamento, le sindromi coronariche acute (ACS) continuano a rappresentare una delle principali cause di morbilità e mortalità nelle donne a livello globale. Secondo
La restrizione di sodio resta uno dei pilastri dell’autogestione nello scompenso cardiaco cronico, ma nella pratica quotidiana l’aderenza è spesso lontana dagli obiettivi. Le tecnologie di digital health promettono di rafforzare il coinvolgimento del paziente, favorendo quella “value co-creation” che
L’angiotensina II (AngII) è un attore chiave nell’ipertensione e nell’infiammazione vascolare e contribuisce all’attivazione neuro-ormonale che favorisce lo sviluppo dello scompenso cardiaco. Uno studio pubblicato su European Heart Journal Open ha esplorato in modo sistematico il ruolo della proteina adattatrice