L’esposizione residenziale e occupazionale alle attività della filiera del carbone negli Stati Uniti è associata a una peggiore mortalità oncologica. Lo evidenzia una revisione sistematica pubblicata su Public Health, che ha analizzato le evidenze disponibili sul rapporto tra esposizione ad attività carbonifere e outcome oncologici nella popolazione statunitense.
Lo studio ha incluso attività legate alla filiera del carbone, tra cui miniere, impianti energetici e altre infrastrutture connesse alla produzione e gestione del carbone. Gli autori hanno valutato studi quantitativi pubblicati tra gennaio 1980 e aprile 2025, identificando inizialmente 3.065 articoli unici e includendone 45 nella revisione finale.
Il dato più consistente riguarda la mortalità. Tutti i 18 studi che hanno valutato l’esposizione residenziale ad attività carbonifere hanno rilevato associazioni statisticamente significative con un aumento della mortalità per cancro. Anche sul fronte occupazionale, gli studi pubblicati dopo il 2003 e basati su metodologie più robuste hanno mostrato associazioni significative tra esposizione lavorativa e maggiore mortalità oncologica.
La maggior parte delle evidenze riguarda persone residenti o impiegate in aree interessate da attività carbonifere, soprattutto nella regione degli Appalachi centrali degli Stati Uniti, che comprende in particolare il sud della West Virginia, l’est del Kentucky, il sud-ovest della Virginia e alcune aree dell’Ohio orientale e del Tennessee.
Più incerto è invece il quadro sull’incidenza. I 19 studi che hanno analizzato l’associazione tra esposizione residenziale o occupazionale e nuovi casi di cancro hanno prodotto risultati eterogenei e non sempre coerenti. L’unico studio sui ricoveri ospedalieri oncologici non ha rilevato un’associazione significativa con l’esposizione residenziale.
Gli autori segnalano anche limiti metodologici ricorrenti nella letteratura, tra cui rischi competitivi, healthy worker bias e fallacia ecologica. Questi elementi impongono cautela nell’interpretazione dei risultati, soprattutto quando gli studi usano dati aggregati territoriali o non riescono a controllare pienamente fattori individuali di rischio.
Un elemento rilevante riguarda il ruolo delle infrastrutture pubbliche di sorveglianza. L’82% degli studi inclusi ha utilizzato sistemi di ricerca e monitoraggio sostenuti dal governo federale statunitense, confermando l’importanza della sorveglianza pubblica per valutare l’impatto sanitario delle esposizioni ambientali e occupazionali.
Nel complesso, la revisione indica che l’esposizione alle attività carbonifere è associata a una peggiore mortalità per cancro, mentre l’evidenza sull’incidenza resta più frammentata. Il dato rafforza la necessità di monitoraggio sanitario, ricerca epidemiologica di qualità e valutazioni preventive prima dell’avvio o dell’espansione di attività legate al carbone.
Il messaggio per la sanità pubblica è chiaro: le decisioni energetiche e industriali non possono essere separate dalla valutazione degli effetti sulla salute delle comunità esposte. Servono dati migliori, sorveglianza continua e politiche capaci di proteggere sia i lavoratori sia le popolazioni che vivono vicino alle infrastrutture carbonifere.
Fonte: Public Health, 2026;256:106311. DOI: 10.1016/j.puhe.2026.106311.





