Un singolo invito alla colonscopia di screening riduce l’incidenza del tumore del colon-retto nel lungo periodo, ma non determina una riduzione statisticamente significativa della mortalità specifica. È quanto indicano i dati a 13 anni dello studio NordICC, trial controllato randomizzato pubblicato nel 2026 su The Lancet.
La ricerca ha incluso 84.583 persone di età compresa tra 55 e 64 anni in Norvegia, Polonia e Svezia, assegnate in rapporto 1:2 a invito alla colonscopia di screening oppure a nessun invito. Nel gruppo screening sono stati inclusi 28.217 soggetti, mentre 56.366 sono stati assegnati al gruppo di controllo.
Nell’analisi intention-to-screen, l’invito alla colonscopia ha ridotto il rischio di diagnosi di tumore colorettale del 19%: l’incidenza a 13 anni è stata dell’1,46% nel gruppo invitato allo screening, con 375 casi, rispetto all’1,80% nel gruppo di controllo, con 912 casi (RR 0,81; IC 95%: 0,71-0,90). Nell’analisi per-protocol, il beneficio è risultato più marcato, con una riduzione del rischio del 45% (RR 0,55; IC 95%: 0,33-0,81).
L’effetto dello screening non è risultato uniforme nei diversi sottogruppi. La riduzione dell’incidenza è stata più evidente per i tumori del colon-retto distale, con un rischio dello 0,87% nel gruppo screening rispetto all’1,11% nel gruppo controllo (RR 0,79; IC 95%: 0,65-0,89). Per i tumori prossimali, invece, la differenza è stata più contenuta e non statisticamente significativa: 0,51% contro 0,56% (RR 0,91; IC 95%: 0,71-1,09).
Anche l’analisi per sesso ha mostrato differenze nelle stime di effetto. Negli uomini, il rischio di tumore colorettale è stato dell’1,69% nel gruppo screening e del 2,19% nel gruppo controllo, con una riduzione relativa del 23% (RR 0,77; IC 95%: 0,64-0,88). Nelle donne, invece, la riduzione osservata non ha raggiunto la significatività statistica: 1,24% contro 1,43% (RR 0,87; IC 95%: 0,70-1,02).
Non è emerso, invece, un impatto statisticamente significativo sulla mortalità specifica per tumore colorettale. A 13 anni, la mortalità è stata dello 0,41% nel gruppo invitato allo screening, con 106 decessi, e dello 0,47% nel gruppo di controllo, con 236 decessi. Nell’analisi intention-to-screen, la riduzione relativa è stata del 12% (RR 0,88; IC 95%: 0,68-1,08), mentre nell’analisi per-protocol è stata del 30%, senza tuttavia raggiungere la significatività statistica (RR 0,70; IC 95%: 0,26-1,25).
Un elemento rilevante per interpretare il dato è la mortalità osservata nel gruppo di controllo, risultata pari allo 0,47%, quindi molto inferiore allo 0,82% previsto al momento del disegno dello studio. Questo dato può avere ridotto la possibilità di dimostrare un beneficio statisticamente significativo sulla mortalità.
Nel complesso, lo studio conferma che un singolo invito alla colonscopia di screening può ridurre l’incidenza del tumore colorettale, soprattutto nel tratto distale. Al tempo stesso, i dati a 13 anni non dimostrano una riduzione significativa della mortalità specifica, suggerendo che l’impatto assoluto dello screening sulla sopravvivenza possa essere più contenuto del previsto in popolazioni con mortalità di base più bassa e in contesti di cura oncologica in evoluzione.
The Lancet, 407(10541), 1787-1795. doi:10.1016/S0140-6736(26)00508-8





