Quotidiano Oncologia

ctDNA e metastasi cerebrali: plasma e liquor offrono informazioni complementari sul rischio e sulla prognosi

21 Ottobre 2026 > Ilenia Di Martino

Nei pazienti con tumori solidi avanzati, la positività al DNA tumorale circolante (ctDNA) è associata a una maggiore probabilità di metastasi cerebrali, mentre la sua rilevazione nel liquido cerebrospinale (LCS) si correla a una sopravvivenza globale peggiore. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su CNS Neuroscience & Therapeutics, che ha valutato il potenziale ruolo diagnostico e prognostico del ctDNA nel plasma e nel liquor.

La ricerca ha incluso 15 studi, per un totale di 1.763 pazienti. Nell’analisi di 11 studi, comprendenti 1.407 soggetti, la positività al ctDNA è risultata significativamente associata alla presenza o al rischio di metastasi cerebrali (OR = 1,67; IC 95%: 1,24-2,26; p = 0,001).

L’analisi per sottogruppi ha evidenziato differenze in base alla metodica di rilevazione. Negli studi che utilizzavano il sequenziamento di nuova generazione (NGS), l’associazione è risultata particolarmente marcata (OR = 5,50; IC 95%: 1,92-15,76; p = 0,002), mentre per la PCR digitale a gocce (ddPCR) l’OR è stato pari a 1,76 (IC 95%: 1,16-2,65; p = 0,007). Il risultato relativo all’NGS deriva tuttavia da due soli studi e richiede pertanto un’interpretazione prudente.

Anche i livelli plasmatici del ctDNA sono risultati significativamente più elevati nei pazienti con metastasi cerebrali rispetto ai controlli senza metastasi, con una differenza media standardizzata (SMD) di 0,51 (IC 95%: 0,18-0,84; p = 0,002), secondo i dati aggregati di tre studi su 155 pazienti.

Il risultato prognostico più rilevante riguarda il ctDNA nel liquido cerebrospinale. La positività del biomarcatore è risultata associata a una sopravvivenza globale significativamente inferiore, con un hazard ratio di 2,75 (IC 95%: 1,75-4,32; p < 0,001). Questa associazione, emersa dall’analisi di tre studi su 201 pazienti, suggerisce un potenziale ruolo del ctDNA liquorale nella stratificazione prognostica della malattia intracranica.

Nel complesso, i risultati evidenziano il possibile valore complementare delle due matrici biologiche. Il ctDNA plasmatico può fornire informazioni sul carico tumorale sistemico e sul rischio metastatico, mentre quello liquorale può riflettere più direttamente le caratteristiche molecolari della malattia intracranica. Gli autori sottolineano tuttavia che la sensibilità del ctDNA plasmatico per le lesioni cerebrali può essere limitata dalla barriera ematoencefalica.

L’integrazione delle analisi su plasma e liquor potrebbe quindi contribuire a migliorare la valutazione del rischio e la stratificazione prognostica nei pazienti con metastasi cerebrali. La variabilità delle neoplasie considerate, delle metodiche utilizzate e dei disegni degli studi, insieme alla mancanza di una validazione prospettica dell’approccio combinato, rende tuttavia necessari ulteriori studi prima di definirne l’effettiva applicabilità clinica.

CNS Neuroscience & Therapeutics, 32(6), e70965. https://doi.org/10.1002/cns.70965